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Gli alunni della Da Vinci-Ungaretti
regalano gentilezza

FERMO - Elaborata una progettualità che investe l’intero anno scolastico dal punto di vista educativo-didattico per scoprire il profondo valore di tanti gesti
venerdì 17 novembre 2017 - Ore 15:05
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“In questa settimana il mondo celebra la giornata della gentilezza (il 13 novembre, ndr), la quale deve far parte della nostra vita in ogni istante. Fa bene a tutti e a ciascuno”. La dirigente scolastica Marilena Corallini richiama così il pensiero del Dalai Lama: “Sii gentile quando è possibile… E’ sempre possibile”.

“C’è un grande bisogno di gentilezza oggi – prosegue – di fronte all’arroganza, alla prepotenza, alla insolenza dilaganti in un mondo sempre più chiuso in se stesso. Educare alla gentilezza è il modo migliore per prevenire i tanti fenomeni negativi che noi adulti ed i nostri ragazzi ci troviamo spesso ad affrontare. L’Istituto Da Vinci-Ungaretti, scuola infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di I grado, ha elaborato una progettualità che investa l’intero anno scolastico, dal punto di vista educativo-didattico per scoprire il profondo valore di tanti gesti, apparentemente semplici ma ricchi di effetti positivi a lungo termine e che coinvolga tutto il personale scolastico e non. Farà da collante il progetto ‘EmozionArti….adesso viene il bello’ che nel lavoro didattico ed educativo articolerà le bellezze dei luoghi, degli ambienti, delle persone, delle relazioni, degli incontri con l’altro. La gentilezza rappresenta il filo conduttore del nostro essere e stare insieme a scuola, in famiglia, negli ambienti in cui viviamo. E’ un primo passo nella relazione con l’altro, non è semplicemente sinonimo di cortesia, ma è un valore da recuperare e da coltivare, un vero e proprio motivo fondante della convivenza civile e democratica. Occorre iniziare a moltiplicare parole e gesti di rispetto verso gli altri e divulgare quel che significa essere davvero gentili, come comportarsi in modo da mettere al centro la cura e l’attenzione per gli altri , dimostrando buona educazione, buone maniere, dire grazie, per favore, prego, scusa. Ma non basta. Gentilezza è anche essere una brava persona, altruista, generosa e disponibile con gli altri, in modo disinteressato”.

“Ecco quindi tanti motivi per imparare a praticarla senza sforzi – aggiunge la Corallini -. Anche nel difficile futuro da grandi, dove la gentilezza, prima a scuola, successivamente sul lavoro, è considerata una marcia in più, superiore addirittura ad una grande intelligenza, accompagnata però da freddezza nei rapporti con il prossimo. La soddisfazione crescerà di pari passo con la felicità degli altri”.

Gli alunni attraverso lettura di testi, brani, visione di video, giochi e realizzazione di creazioni artistiche si impegneranno a diffondere, tutto l’anno, gentilezza nella scuola.


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