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Revisione accordo territoriale per i canoni concordati, gli interrogativi di Confabitare

FERMO - "Dopo la Convenzione Nazionale di Dicembre 2016, l’approvazione del decreto 16 Gennaio 2017 pubblicato in Gazzetta ufficiale n° 62 del 15 marzo 2017 contenente i criteri generali per la realizzazione degli accordi in ogni singolo comune, tranne qualche incontro preliminare con dei sindaci non si è definito nulla"denuncia l'associazione di categoria
sabato 18 novembre 2017 - Ore 16:52
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“Chi ostacola il rinnovo dell’accordo territoriale per i canoni concordati?” Questa la domanda alla quale il presidente di Confabitare della Provincia di Fermo Renzo Paccapelo chiede una risposta.  “Dopo la Convenzione Nazionale di Dicembre 2016, l’approvazione del decreto 16 Gennaio 2017 pubblicato in Gazzetta ufficiale n° 62 del 15 marzo 2017 contenente i criteri generali per la realizzazione degli accordi in ogni singolo comune, tranne qualche incontro preliminare con dei sindaci non si è definito nulla”denuncia l’associazione di categoria.

Presidente Paccapelo che spiega: “E’ ragionevole pensare come sia intenzione di qualcuno procedere con il vecchio accordo del 2010, scaduto nel 2014 fissando canoni in base a ‘rivalutazioni’ del tutto empiriche.  Confabitare ha sollecitato costantemente i sindaci del territorio affinchè convochino le associazioni più rappresentative al fine di definire quanti più accordi in sede comunale, come prescrive la nuova convenzione, per poter far beneficiare proprietari ed inquilini dei criteri fissati dal decreto legge del 15 marzo, oltre i vantaggi della cedolare secca divenuta permanente. Se alcuni pensano ad accordi separati o definiti in base a criteri inaccettabili oggi, come ieri, troverà in Confabitare e in altre realtà associative la più dura e tenace opposizione, ma non ci stanchiamo di stigmatizzare l’inazione dei sindaci ad oltre otto mesi dall’approvazione del decreto e dopo la richiesta di moral suasion al Prefetto. Perché accade tutto questo nella nostra realtà territoriale?  E’ giunta l’ora di porre fine a questo stato di prorogatio in grado anche di favorire elementi di difformità nella determinazione dei canoni con ripercussioni sulle imposte per i proprietari e ricadute per le casse dei comuni in virtù della minor percentuale di IMU da pagare. Prioritariamente Confabitare rivolge un invito ai sindaci dei comuni ad alta tensione abitativa, affinché si attivino nella convocazione delle parti così da poter stipulare il nuovo accordo prima della fine del 2017 e poter soddisfare la crescente richiesta di locazioni abitative anche a seguito degli eventi sismici e spazzare via tutte le illazioni relative a presunti rincari immotivati degli affitti”.


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