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Sedicimila tonnellate di rifiuti dall’Umbria destinati a Fermo e Ascoli: via libera della Regione Marche

RIFIUTI URBANI - La Regione Marche ha accolto la richiesta arrivata da Perugia, a breve partirà il trasferimento dei rifiuti
lunedì 20 novembre 2017 - Ore 23:08
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La discarica di San Biagio

 

Via libera dalla Regione Marche all’arrivo di sedicimila tonnellate di rifiuti “Forsu”, la frazione organica dei rifiuti urbani, il cosiddetto “umido” dall’Umbria, destinati agli impianti di smaltimento di Ascoli e Fermo. Per quanto riguarda il Piceno, anche l’assemblea dei sindaci dell’Ata (assemblea territoriale d’ambito) si era espresse favorevolmente nella seduta del 25 settembre scorso alla richiesta di disponibilità avanzata dall’Ati 1 e Ati 2 dell’Umbria di completare, nell’impianto TMB di Relluce (gestito dalla Picenambiente), il trattamento dei rifiuti urbani provenienti da fuori regione dietro corresponsione di una royalty.  Difficile, però, che l’abbancamento possa avvenire nel Piceno visto che al momento non ci sono discariche attive e gli stessi rifiuti dei 33 comuni vanno a finire a Fermo. Da tempo nella vicina Umbria è emergenza nella raccolta rifiuti, poiché la società che si occupa dello smaltimento, ha ridotto della metà la raccolta del secco indifferenziato e dell’organico, visto che vi sono due impianti umbri, Borgogiglione e Pietramelina che sono fermi, ed altri fuori regione, tra cui uno in Emilia Romagna in manutenzione, che hanno portato la situazione quasi al collasso.

La Regione Marche ha dunque accolto la richiesta arrivata da Perugia, a breve partirà il trasferimento dei rifiuti. Sul fronte degli impianti per il recupero ed il trattamento della frazione organica, le Marche sono in deficit rispetto alla quantità di rifiuti da smaltire e dovrebbero costruire altre strutture. Lo segnala il documento di economia e finanza regionale 2018-2020, approvato lo scorso ottobre dal consiglio regionale. “Un altro elemento di criticità è rappresentato dal fabbisogno residuo da soddisfare in ambito regionale di impianti di recupero della frazione organica dei rifiuti urbani (Forsu) derivanti dalla raccolta differenziata pari circa 72.701-103.716 tonn/anno individuato per la nostra Regione dal Ministero dell’Ambiente con il Dpcm 7 marzo 2016. Anche in questo caso la insufficienza di risorse finanziarie, provenienti esclusivamente dalla tributo speciale in discarica, non consente alla Regione di adempiere alle disposizioni ministeriali richiamate”. Il decreto della presidenza del consiglio dei ministri individua la necessità di impianti da costruire, per smaltire la frazione organica dei rifiuti, per arrivare entro il 2020 a riciclare il 50 per cento dei rifiuti raccolti, come prevede la direttiva europea.


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