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Violoni di Confindustria Fermo Edilizia
lancia l’appello: “Cambiare codice contratti e investire nelle manutenzioni”

FERMO - Stefano Violoni è stato confermato per un altro biennio alla guida di Ance Fermo che riunisce gli imprenditori associati a Confindustria Edilizia.
martedì 21 novembre 2017 - Ore 10:37
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Il 2018 sarà un anno chiave per il territorio Fermano, con pro e contro per le attività degli imprenditori, in particolare quelli edili che rappresentano il volano di tutto il sistema economico. “Ma prima di arrivarci ci sono numerosi aspetti che andrebbero cambiati e migliorati. Soprattutto a livello normativo”. Stefano Violoni è stato confermato per un altro biennio alla guida di Ance Fermo che riunisce gli imprenditori associati a Confindustria Edilizia.
“Devo essere ottimista, anche se parliamo di lavori in partenza pianificati almeno tre anni fa”. In attesa dell’avvio dei maxi cantieri, Violoni punta l’obiettivo sulle manutenzioni. “Una parola dimenticata, ma le strade interne, tolte statale e le principali direttive che portano ai Sibillini, sono in uno stato impietoso. Il taglio delle risorse alla Provincia ha fermato una macchina che funzionava; è ora di ridare dignità a un ente con risorse e numero di tecnici adeguati, e non pensiamo che basti mettere toppe. Servono interventi specifici e vanno affidati a imprese del territorio. Per questo chiedo di rivedere in tal senso il codice contratti, dando la possibilità di affidare lavori in modo diretto fino a 100mila euro a imprese edili del luogo”.

PRO

“Nei prossimi giorni ci sarà la firma della convenzione per la variante di Molini Girola a Fermo. Un’opera attesa che darà lavoro al territorio, a prescindere da chi vincerà la gara. A questo si aggiunge la firma dell’avvio dei lavori per il ponte di Rubbianello, che sarà realizzato da imprese locali, ed è ulteriormente arrivata la firma della convenzione per la bretella di Amandola, altro appalto gestito da una impresa locale. Cantieri da milioni di euro che la politica ha sbloccato. E per questo ringrazio gli amministratori locali, l’assessore regionale Fabrizio Cesetti ed il consigliere Francesco Giacinti”.
C’è poi il capitolo ospedale, che Violoni segue personalmente. “Sentir parlare finalmente di un collegamento tra la Valdaso e la zona di Campiglione in vista del nuovo ospedale mi fa ben sperare per il futuro. Per la prima volta la politica parla la lingua delle imprese: Mare – monti ed ammodernamento della Valdaso sono due priorità non più rinviabili. L’idea di unire Valmir con la Valdete permetterebbe a un’area mal collegata di ritrovare la centralità che merita”.

CONTRO

Il problema, di fronte ad appalti in partenza e altri auspicabili, resta sempre uno: la burocrazia. “Il nuovo codice contratti e il decreto terre e rocce rende tutto sempre più complesso. Un esempio: per chi si occupa di movimento terra, si prevede che il materiale escavato debba essere preventivamente analizzato e gestito. Giusto, si potrebbe dire. Solo che l’onerosa gestione è prevista totalmente a carico delle imprese, con costi ingestibili, e che di riflesso bloccano i piccoli lavori e mettono in difficoltà le piccole imprese”.
Un altro caso di burocratizzazione del sistema riguarda la ricostruzione: “Pochissimi appalti sono stati effettuati, per di più con una gestione scellerata. Quello che chiediamo come Ance è di essere ascoltati dai legislatori, iniziando con un tavolo con gli onorevoli locali, in modo da poter contribuire a superare le criticità. Oltre la corsa per la rimozione delle macerie e per la realizzazione delle Sae cosa c’è? Non vedo nulla di cantierabile. Molto male per chi aspetta, e per noi il rischio è che non ci sia nulla per imprese di piccole dimensioni, come sono quelle sul territorio fermano”. Su questo tema è doveroso ringraziare l’ente CIIP che, nel rispetto delle regole, ha sempre dato attenzione al territorio ed alle sue specificità.

L’APPELLO

“Non possiamo solo chiedere, dobbiamo anche dimostrare. Lo ha detto il VicePresidente di Confindustria Centro Adriatico Giampietro Melchiorri: ‘dobbiamo superare le nostre divisioni unendoci per poter essere competitivi’. Lo ribadisco: gli imprenditori devono essere pronti a collaborare, con l’io non siamo più competitivi. Possiamo chiedere norme che ci tutelino, ma dobbiamo poi garantire il servizio”


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