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La Rivoluzione della Felicità:
al teatro il tributo a Thomas Sankara
con Silvestro Montanari

PORTO SAN GIORGIO - Si comincia domenica 26 Novembre alle ore 18 al Teatro Comunale di Porto San Giorgio, dove sarà presente il giornalista Silvestro Montanaro
giovedì 23 novembre 2017 - Ore 17:27
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“In occasione del trentesimo anniversario della sua morte, anche l’associazione Aloe Onlus vuole ricordare e far conoscere alle nuove generazioni – fanno sapere dalla stessa Aloe – la figura e la storia di Thomas Sankara, ex presidente del Burkina Faso. E lo faremo con ben due appuntamenti, grazie alla collaborazione con il Nuovo Teatro di Capodarco di Fermo, dove si svolgerà appunto il secondo spettacolo.
Si comincia domenica 26 Novembre alle ore 18 al Teatro Comunale di Porto San Giorgio, dove sarà presente il giornalista Silvestro Montanaro. Ha iniziato la sua carriera giornalistica come corrispondente di Paese Sera e poi dell’Unità. In seguito ha lavorato per la Voce della Campania firmando delicatissime inchieste sui rapporti tra mafia, camorra, poteri politici ed economici. Ha fatto parte del gruppo fondante della trasmissione televisiva Samarcanda, e lavorato con Michele Santoro anche a Il Rosso e il Nero e Tempo Reale, diventandone co-autore nell’ultima fase. Nel frattempo ha pubblicato libri-inchiesta su temi sociali e politici italiani, per poi occuparsi di paesi in via di sviluppo curando documentari e libri frutto dei suoi numerosi viaggi, tra cui “Col cuore coperto di neve”, di cui verranno letti dei brani durante lo spettacolo a cura della Compagnia Teatrale LO.CO.S. di Porto S. Elpidio. Suoi recenti programmi sono stati “C’era una volta” in onda su Rai Tre e “Dagli Appennini alle Ande”, prima ed ultima esperienza di racconto popolare dei grandi temi della geopolitica.
Ultimo suo lavoro che verrà proiettato ad inizio serata, dopo l’apertura musicale a cura di Lucio Matricardi e Tony Felicioli, è il documentario “E quel giorno uccisero la felicità”, che racconta la storia e la morte di Thomas Sankara. Primo presidente del nuovo stato africano, da lui stesso ribattezzato come Burkina Faso, Sankara fu un uomo molto carismatico e appassionato, si impegnò molto per eliminare la povertà attraverso il taglio degli sprechi statali e la soppressione dei privilegi delle classi agiate. Finanziò un ampio sistema di riforme sociali incentrato sulla costruzione di scuole, ospedali e case per l’estremamente povera popolazione, oltre a un’importante lotta alla desertificazione. Il suo rifiuto di pagare il debito pubblico di epoca coloniale, insieme al tentativo di rendere il Burkina autosufficiente e libero da importazioni forzate, attirò le antipatie di Stati Uniti d’America, Francia e Inghilterra, oltre che di numerosi paesi circostanti. Questo sfociò nel colpo di Stato del 15 ottobre 1987, in cui all’età di 38 anni il giovane capitano Sankara fu assassinato dal proprio vice, Blaise Compaoré, con la complicità dei suddetti stati.
E sarà successivamente il regista Christian Carmosino a raccontarci nel suo docu-film A piedi nudi, il personaggio Compaoré e le manifestazioni di massa del 2014 nate per protestare proprio contro questo presidente, che stava tentando di cambiare la costituzione del paese per restare in carica altri 15 anni. Il documentario sarà protagonista del secondo incontro che si terrà domenica 3 dicembre alle ore 18 al Teatro Nuovo di Capodarco e che vedrà la presenza dello stesso regista.
Spesso negli ultimi tempi sentiamo dire frasi come “aiutiamoli a casa loro”. Bene. Con questi due incontri vogliamo raccontarvi e dare il giusto merito ad un personaggio e ad un popolo che ha provato a rialzarsi da solo, senza aiuti ma anche senza obblighi, contando sulle proprie forze e soprattutto sulle proprie risorse. Scoprirete però quanto tutto questo non sia sempre facile, quando ci sono forti interessi economici da parte di altri paesi e grandi marchi che non trarrebbero uguale profitto laddove un paese inizi a contrattare e fissare i propri prezzi. La storia del Burkina Faso è infatti quella di molti altri paesi africani e non solo, dove spesso, una delle principali cause di povertà è appunto la dipendenza da importazioni estere. E per la maggior parte si tratta di prodotti inutili o sacrificabili, che aggiungono solo debiti su debiti. Debiti sui quali altri si arricchiscono. Sankara diceva che l’aiuto di cui abbiamo bisogno è quello che ci aiuti a fare a meno degli aiuti”.


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