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Le nuove frontiere della ricerca:
Marcangolo anima e motore della rete
oncologica marchigiana (VIDEO e FOTO)

PORTO SAN GIORGIO - A villa Bonaparte ieri la nona edizione di Marcangolo 9 del dottor Renato Bisonni e della professoressa Rossana Berardi. Presenti i sindaci Loira e Calcinaro. In conferenza stampa i direttori Michele Caporossi e Licio Livini, e il presidente della commissione regionale Sanità, Fabrizio Volpini
sabato 25 novembre 2017 - Ore 14:15
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Manrcangolo 9 - L'intervista al dottor Renato Bisonni e alla professoressa Rossana Berardi

Renato Bisonni e Rossana Berardi, ideatori di Marcangolo

di Giorgio Fedeli (foto Rodolfo Marziali)

Cresce, è sempre più un riferimento imprescindibile per la ricerca. E locomotiva nel processo di realizzazione di una rete oncologica che fa delle Marche una regione all’avanguardia. Stiamo parlando di Marcangolo, il sistema dei professionisti dell’oncologia che ieri ha tenuto il suo congresso annuale nella prestigiosa cornice di villa Bonaparte.

E oggi i suoi ideatori, presidenti del congresso, ossia l’oncologo dirigente medico dell’ospedale Murri di Fermo, Renato Bisonni e la professoressa Rossana Berardi, direttore della clinica oncologica Univpm, Aou Ospedali riuniti di Ancona fanno il punto sulla loro “creatura” che ieri ha richiamato nel Fermano numerosi specialisti, oltre a opinion leader, cattedratici e nomi di spicco su scala nazionale e europea dell’oncologia. Basti menzionare il presidente dell’European Society for Medical Oncology, il dottor Fortunato Ciardiello, il dottor Giuseppe Procopio dell’Istituto nazionale Tumori, il dottor Marcello Tiseo da Parma o la dottoressa Maria Grazia Ghi da Padova. Il congresso, che ha attribuito 12 crediti Ecm ai partecipanti, ha avuto del patrocinio degli Ospedali Riuniti, dell’Università Politecnica delle Marche, dell’Asur Marche Av4 e delle città di Porto San Giorgio e Fermo. In sala e al microfono, infatti, anche i sindaci Nicola Loira e Paolo Calcinaro.

La professoressa Rosanna Berardi e il dottor Renato Bisonni, ideatori di Marcangolo

L’INTERVENTO DELLA PROF.SSA BERARDI
“Marcangolo è un congresso itinerante che ogni anno fa il punto sulle novità oncologiche. Abbiamo riunito oncologi esperti nelle varie patologie e opinion leader. Sono emerse importanti novità per la cura dei nostri pazienti. Si è parlato di immunoterapia, di terapie a bersaglio biomolecolare e di come integrare queste strategie terapeutiche innovative nell’algoritmo terapeutico”. Due nomi, quello di Bisonni e della Berardi, che di fatto hanno creato un solido ponte tra Ancona e Fermo nella medicina e nella ricerca. “La forza di questa simbiosi – spiega la Berardi – sono le persone. Tutte le migliori idee e conquiste camminano sulle gambe proprio delle persone. In questo caso si è creata una sinergia perfetta tra Fermo e Ancona perché c’è tra me e Bisonni. Condividiamo una visione di integrazione nell’ambito di un panorama oncologico regionale. Crediamo fortemente nell’opportunità di fare rete tra professionisti, tra associazioni, e da qui abbiamo condiviso Marcangola, ossia la rete delle associazioni di volontariato che operano in ambito oncologico marchigiano, e rete che possa coinvolgere anche i giovani con l’importante ruolo dell’Università”

 

 

Renato Bisonni

L’INTERVENTO DEL DOTT. BISONNI
“Prima utilizzavamo farmaci che andavano direttamente a rompere il nucleo. Ora siamo entrati in una nuova frontiera molto interessante che consente di riattivare il sistema immunitario interno e grazie alla codifica del dna escono nuovi farmaci che noi vogliamo utilizzare al meglio allungando la vita dei nostri pazienti. Questo è il nostro obiettivo. Appuntamento al prossimo anno. Sarà ancora una volta un congresso meraviglioso dove le nuove frontiere saranno riaperte per un ulteriore sguardo al futuro.

LA CONFERENZA STAMPA
Rete, dunque , la parola d’ordine e uno dei principali obiettivi di Marcangolo. E proprio “rete” è stato il filo conduttore della conferenza stampa di presentazione del congresso, conferenza presieduta da Bisonni e dalla Berardi, con al tavolo il direttore generale dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, Michele Caporossi, il direttore dell’Area vasta 4, Licio Livini e il presidente della quarta commissione regionale Sanità e Politiche sociali e consigliere regionale con delega alla Sanità, Fabrizio Volpini, con l’Univpm rappresentata dalla stessa Berardi. Tutti d’accordo nel remare nella direzione di un rete oncologica marchigiana e un sapere comune, un registro unico, insomma, in tutta la regione per la migliore assistenza al paziente e per dare a quest’ultimo una medicina e una cura dirette, a portata di mano, senza dover cercare risposte fuori regione.

I sindaci Paolo Calcinaro e Nicola Loira

“La rete oncologica non esisteva, siamo sinceri – il punto di Caporossi – fino a ieri imperavano i particolarismi locali. Ma ora fortunatamente tutto questo è il passato. E il modello Marche marcia spedito. Noi stiamo lavorando per creare un centro oncologico, ci doteremo di diagnostica di terzo livello. La Regione ha deciso finalmente di investire in Sanità, e non di limitarsi, come avvenuto in passato, alla mera gestione sanitaria. Serve un salto culturale con una medicina connessa ad altre scienze. Nelle Marche siamo viaggiando nella direzione giusta. E figure come quella di Bisonni e della Berardi sono l’espressione di questo presente che è anche e soprattutto quel futuro che ci consente di lasciarci le limitazioni del passato alle spalle”.

“Ho accettato con grande piacere l’incombenza di seguire e favorire la rete oncologica nelle Marche. E la stiamo davvero costruendo. Nei prossimi giorni – annuncia Volpini – convocherò un tavolo ad hoc proprio per chiudere il cerchio. L’obiettivo, infatti, è creare una cultura e armonizzare i percorsi in tutta la regione, stesse terapie, stessa diagnostica. E poi la rete è importante anche per la prevenzione. Insomma può essere davvero un’eccellenza tutta marchigiana. Sono 30 anni che ci lavoriamo ma ora siamo davvero a una svolta
“Per arrivare alla rete – il punto di Livini – dobbiamo tutti fare squadra, specialisti in oncologia ma anche in altri settori. Competenza, professionismo, alto grado di assistenza al paziente sono punti imprescindibili. Serve anche curare la comunicazione tra punti per percorsi condivisi. Noi, nel nostro territorio, abbiamo un buon sistema con un forte legame tra l’ospedale e il territorio, un servizio Hospice fuori dall’ospedale e quindi calato nel comprensorio, un ottimo servizio oncologico. Ma il sistema di rete locale a cui abbiamo dato vita non basta. Serve una rete almeno regionale”.
E proprio il modello di rete marchigiano, come annunciato dalla professoressa Berardi, sarà rappresentato, unico tra tutte le regioni italiane, a fine gennaio a Montecitorio: “Faremo anche partire un corso di perfezionamento universitario rivolto agli operatori dell’associazionismo”.
Un mondo, quello dell’oncologia, che sta dunque cambiando alla velocità della luce, un mondo in cui la sanità marchigiana sembra proprio voler essere da esempio, al passo con i tempi, con la modernizzazione, con la ricerca e con l’assistenza. Un impegno gravoso che implica necessariamente l’attualizzazione della figura del medico.
IL MEDICO DI DOMANI
“Il professionista del domani – la visione di Bisonni emersa anche nella recente partecipazione dell’oncologo al festival Kum! di Ancona – una figura preparata scientificamente e clinicamente. Va riscoperto il rapporto diretto con il paziente senza mai dimenticarci dei familiari. Dobbiamo lottare anche contro le cattive informazioni che con internet circolano sempre di più”. “Proprio con l’ordine dei giornalisti – aggiunge Caporossi – ci siederemo a un tavolo tecnico per definire la comunicazione. I giornalisti sono, infatti, sempre alla ricerca di notizie piluccando continuamente informazioni. Noi, invece, spesso come reazione ci arrocchiamo su noi stessi”. “Importante è anche la figura del medico di famiglia che – aggiunge Volpini – deve rientrare nella multidisciplinarietà. Un nuovo protagonismo clinico che passa anche dai medici di frontiera”. “Professionisti altamente preparati che abbiamo anche la capacità di relazionarsi in maniera empatica con i pazienti, con una spiccata vocazione per le relazioni umane e che sappiano dire e come dire la verità” conclude la Berardi che, esperta in malattie geneticamente determinate, nei giorni scorsi si è resa protagonista di una raccolta fondi con una cena “stellata” che rientra nel progetto “Le stelle per l’oncologia” in cui cinque chef stellati marchigiani ma anche importanti imprenditori e personaggi dello spettacolo hanno condiviso un momento conviviale da cui derivati 195 mila euro destinati al servizio della genetica oncologica marchigiana.

 

La conferenza stampa di Marcangolo 9

Marcangolo 9 a villa Bonaparte

L’intervento del sindaco di Porto San Giorgio, Nicola Loira, a Marcangolo 9

Il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, a Marcangolo 9


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