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Rocco Pennacchio è vescovo, primo gesto: la comunione ai malati

MATERA - La mamma Angela, che ha assistito alla cerimonia ha voluto fare un regalo speciale al figlio: ha donato tutto il suo oro Materiale che è stato fuso e con il quale è stato realizzato l'anello Vescovo
sabato 25 novembre 2017 - Ore 17:59
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di Paolo Paoletti

Alle 17.28 di questo pomeriggio Mons. Rocco Pennacchio è stato consacrato Vescovo. Una cerimonia quanto mai toccante, ricca di emozioni e gioia. Prima l’unzione, poi la ricezione dell’anello, della mitra e poi il pastorale. Terminato il rito dell’ordinazione Mons. Pennacchio, visibilmente commosso, ha abbracciato l’arcivescovo di Matera Caiazzo e subito dopo Mons. Luigi Conti, suo predecessore alla guida dell’Arcidiocesi di Fermo. Il primo gesto, subito dopo l’ordinazione, è stata la consegna della comunione ai malati presenti. 

“Benvenuti tra noi, da oggi le nostre Chiese locali saranno più vicine e unite grazie a don Rocco”. Con queste parole l’Arcivescovo di Matera-Irsina  Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo ha aperto la celebrazione per l’ordinazione episcopale del nuovo Arcivescovo di Fermo Mons. Rocco Pennacchio. Al suo fianco, come co-celebranti, anche Mons. Luigi Conti (già Arcivescovo di Fermo) e Mons Salvatore Ligorio (già vescovo di Matera predecessore di Mons Caiazzo).

Gremito il PalaSassi di Matera che ha ospitato la cerimonia. Palazzetto dello sport che ha una capienza di 1.800 persone e che ha fatto registrare il tutto esaurito. Cerimonia che è stata trasmessa anche in diretta sia televisiva che web anche da Cronache Fermane. Oltre quaranta i vescovi presenti alla cerimonia provenienti da Basilicata, Puglia, Marche, Campania, Lazio, Toscana. Presente  anche Mons Nunzio Galantino segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Tra i presenti anche un vescovo Ortodosso a simboleggiare l’unità dei credenti. Tante anche le autorità presenti partendo dai sindaci di Matera e Fermo, Raffaello De Ruggeri e Paolo Calcinaro. Con loro anche il delegato della Provincia di Fermo Pierluigi Malvatani. A Matera anche i vertici Carifermo con il presidente Amedeo Grilli e il presidente della Fondazione Alberto Palma.

Alla cerimonia ha presenziato anche il segretario generale dell’Arcidiocesi di Fermo don Giordano Trapasso: “C’è la premura di accogliere bene il nuovo vescovo – ha detto –  l’impegno essere una cosa sola con lui. L’attesa comune è quella di annunciare il Vangelo ad ogni Chiesa locale  in un tempo che cambia velocemente. L’ho potuto incontrare due volte. Siamo contenti. Stiamo apprezzando la sua umanità e la sua Fede. E solo con una grande Fede si può dire sì ad una chiamata di questo tipo”.

Primo cittadino di Matera  De Ruggeri  che ha parlato di una giornata storica : “Oggi abbiamo la testimonianza vivente di come la religiosità popolare di questa terra diventa Vescovo. Un cittadino materano che qui ha vissuto e che si è nutrito dei valori e della storia di questa città è diventato Vescovo. Con il sindaco di Fermo abbiamo riflettuto su questo legame tra città  fatto da misticismi profondi e santità rivelate. Oggi abbiamo la rivelazione di un vescovo materano che andrà a guidare la Chiesa di Fermo. Un valore materano testimoniato nella fede”.

Una giornata solenne anche per il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro: “Un momento molto importante. Sono veramente lieto di trovarmi qui a sottolineare l’importanza di questo evento. Per un sindaco vivere un momento del genere è un’esperienza unica, un bagaglio che porterò a Fermo alla presenza del nuovo Arcivescovo che in questo momento di difficoltà legate anche alla ricostruzione post sisma, rappresenta un punto di riferimento non solo per quanto riguarda i danni materiali che anche la città di Fermo ha subito, ma anche dal punto di vista spirituale”.

Era dal 1965  che Matera non viveva l’investitura di un nuovo Vescovo dopo quella di Monsignor Vito Roberti, Vescovo Emerito di Caserta. Oggi per Matera e per Fermo è arrivato il giorno tanto atteso.

La mamma Angela

“Sento di ringraziare il Santo Padre che ci sta guidando ad essere Chiesa viva, giovane, gioiosa e misericordiosa. Saluto ognuno di voi, i confratelli vescovi qui presenti e quanti lo sono spiritualmente” ha detto il vescovo Caiazzo durante la cerimonia. Quest’ultimo ha salutato anche i familiari di Mons Pennacchio, la mamma Angela, papà Giovanni, la  sorella Stefania, il cognato Peppe con i figli Giulia e Giovanni.

La mamma, che ha assistito alla cerimonia ha voluto fare un regalo speciale al figlio. Ha donato tutto il suo oro al figlio. Materiale che è stato fuso e con il quale è stato realizzato l’anello Vescovo.

Dopo la lettura della bolla papale il palazzetto si è sciolto in una applauso. Vescovo che ha poi preso parola per l’omelia: “Questo momento che stiamo celebrando ci aiuterà  in un’esperienza spirituale unica per tradurre nella  quotidianità dei rapporti la potenza dell’amore che deve circolare come unica cura per il corpo e spirito. L’universo che Dio ci ha donato siamo chiamato a custodirlo e servirlo”. Mons Caiazzo che parlando del ruolo del vescovo ha spiegato: “Un prete deve poter sentire, specie nei momenti di difficoltà e solitudine, che le sue mani sono strette tra quelle del Vescovo. Un  Vescovo cerca i fedeli battezzati più vicini, guarda a cerca anche i più lontani, quanti scappano dai loro affetti, chi cerca una terra promessa che non si rivela tale. Un Vescovo guarda quei giovani che cercano un futuro e un lavoro che in alcuni casi viene negato. Un Vescovo cerca punti di confronto per il bene di tutti. Ecco il significato segno del pastorale che tra poco don Rocco riceverà. Il vescovo è pastore”.

Mons. Caiazzo che ha parlato quasi da padre rivolgendosi alla comunità religiosa e non solo: “E’ anche vero che un Vescovo è un uomo come tutti, con le sue fragilità, i momenti di sofferenza, solitudini e ribellioni. Ogni tanto anche a don Rocco farebbe piacere sentirsi dire da un confratello nel sacerdozio ma anche nell’episcopato ‘come stai? posso venire a trovarti per stare un po’ insieme, magari pranzare o cenare? Pregare insieme?’ Anche questo è importante perché diamo per scontato che il vescovo deve essere sempre pronto e disponibile mentre ci sono dei momenti in cui ha bisogno della vostra attenzione.  Non è una promozione, il Vescovo ha cura del popolo Santo di Dio”.

Da qui le parole di Sant’Agostino: “Il Vescovo non è chi ama l’onore più dell’onere chi desidera precedere più che giovare. Conosco il tuo stile don Rocco, il tuo amore nel servire la Chiesa in modo disinteressato. Avrai tante gioie ma tante sofferenze. Non scoraggiarti, sono proprio le prove che diventeranno salutari e ti aiuteranno a capire e condividere la fatica di quanti ti sono stia affidati”.

In conclusione sono state citate le parole di Papa Francesco: “Il mondo di oggi ha bisogno di persone che parlino a Dio per poter parlare di Dio.  Solo attraverso uomini plasmati dalla presenza di Dio la parola di Dio continuerà il cammino nel mondo portando i suoi frutti”.

Arcivescovo Caiazzo che al termine dell’omelia ha voluto fare un regalo e un grande atto di riconoscenza a Mpons Pennacchio: “Alla prossima festa della Bruna il 2 luglio, scrivilo sull’agenda, sarai tu a presiedere il solenne Pontificale”.

Amicizia, sostegno, guida e discreta attenzione: questa la vicinanza che Mons Rocco Pennachio non ha mai fatto mancare alla sua Matera. Una città che vanta un rapporto speciale con colui che è stato un pastore per tutti e questo è quello che il nuovo Vescovo porterà a Fermo.

 

L’abbraccio con mons Luigi Conti

L’abbraccio con mons Luigi Conti

 

 

Calcinaro e Malvatani

 

 


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