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La sinistra prova ad unirsi, su CasaPound Mdp attacca il Pd: “Sabato in piazza c’eravamo, loro no”

PORTO SAN GIORGIO - Scelti i 6 delegati per l’Assemblea nazionale della lista unitaria civica, progressista e di sinistra, che si terrà domenica 3 dicembre a Roma. Sul presidio di sabato a Fermo la Marrozzini rimarca l'assenza del Partito Democratico
lunedì 27 novembre 2017 - Ore 11:26
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di Andrea Braconi

La partecipazione all’assemblea di ieri a Porto San Giorgio ha sorpreso i rappresentanti di Articolo 1 Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. Nonostante i tempi stretti e la scarsa comunicazione, in tanti hanno affollato la Sala Imperatori per ascoltare le proposte in campo e scegliere i delegati per l’Assemblea nazionale della lista unitaria civica, progressista e di sinistra, che si terrà domenica 3 dicembre a Roma.

“Diverse persone sono rimaste in piedi – conferma Sonia Marrozzini di Articolo 1 Mdp – e c’è stato molto interesse. Un segnale veramente importante, che ci fa ben sperare”.

Tiriamo le somme di questa mattinata.

“Sicuramente è stata una bella mattinata di discussione politica, con un sentimento di forte condivisione, c’era consapevolezza e sollievo nel ritrovarsi insieme in questa nuova sfida verso le elezioni. Si è parlato molto della questione del terremoto: noi come Mdp abbiamo condiviso con gli altri un ordine del giorno abbastanza corposo che parte dalla situazione attuale ad una proposta di programmazione per evitare che, in futuro, ci si trovi ancora di fronte a queste situazioni. C’è stata anche la testimonianza di una persona proveniente da uno dei paesi del cratere, che ci ha spiegato come la situazione sia assolutamente negativa, almeno per quanto riguarda le persone.”

Tanti sono stati gli argomenti affrontati.

“Il nostro cavallo di battaglia è sicuramente il lavoro, eliminando la precarietà e riportando dignità alle lavoratrici e ai lavoratori. Quindi, basta Job Acts e anche alla riforma della Buona Scuola. Poi ci sono stati interventi più politici ed anche organizzativi: da tutte le parti si è espressa la necessità di collaborare anche a livello locale, facendo magari dei tavoli permanenti tra queste tre forze che hanno invididuato i delegati da mandare a Roma e che per le prossime sfide di Porto Sant’Elpidio, Montegiorgio e le altre lavoreranno per dare un senso di unità, passando dalle parole ai fatti.”

Quali saranno questi delegati?

“Giacomo Franca, Samuela Marcaccio, Andrea Cameli, Serenella Lamponi, Marco Vallesi e Marta Sbrascia, scelti in base al criterio dell’alternanza di genere. Voglio evidenziare anche come non sia stato fatto prima alcun tipo di accordo, con i nomi proposti direttamente in assemblea. E con l’aiuto di Peppino Buondonno, segretario regionale di Sinistra Italiana, si è aperto ad una soluzione unitaria raggiungendo una quadra su questi nomi. È stata una prova di democrazia matura e finalmente un modo diverso di fare politica, senza accordi pronti.”

Qual è stata la reazione dei non iscritti a queste tre forze?

“Diverse persone hanno fatto presente di non appartenere a nessuna di queste forze, ma di essere interessati ad un progetto unitario. Tutti hanno riportato il fatto che, indipendentemente dalla legge elettorale, se c’è unità c’è maggiore serietà e si è capaci di evitare il facile gioco del cosiddetto voto utile. Se uno si propone sì come forza radicale ma soprattutto di governo è capace di aggregare anche chi gravità intorno a quell’area. Senza alcun tipo di reclusione, credo potremo ottenere dei risultati soddisfacenti.”

Ed il rapporto con il Partito Democratico?

“Non vogliamo fare questo gioco alla rincorsa, che lo stesso Pd sembra stia facendo a livello nazionale. Siamo alternativi come proposta e ci rivolgiamo oramai ad una base elettorale che non è più quella del Pd. Ci rivolgiamo da un lato a chi si sente di sinistra e condivide determinati principi di eguaglianza e di solidarietà; dall’altro a tante persone che non votano più. Diciamo che la sfida ai populismi è uno degli obiettivi di questa nuova forza: il populismo è anche quello di chi pensa di fare politica con i bonus oppure lanciando slogan, che poi si dimostrano estremamente volatili e di poco impatto pratico sulla vita delle persone. Allo stato non ci interessa questo confronto con il Pd, abbiamo i nostri obiettivi.”

Una foto del presidio di sabato scorso

Dai populismi all’emersione di forze di estrema destra: qual è la vostra posizione nei confronti di CasaPound?

“La nostra posizione l’abbiamo dimostrata in maniera concreta aderendo sabato scorso al presidio organizzato da Casa Comune e dal Comitato 5 Luglio. Un presidio anche fisico noi siamo andati a darlo, perché riteniamo estremamente grave questa situazione. Qualche anno fa a Fermo addirittura si era tolta una sede che queste forze stavano occupando, sede poi recuperata per il progetto di Montepacini. Dopo tanto tempo, senza che si sapesse nulla di questo avanzamento strisciante e con la politica dei bonus e degli slogan che ha guardato solo a se stessa, ecco qui che una formazione che si ispira a principi antidemocratici ce la troviamo addirittura nel centro della città. Penso, quindi, che forze politiche come il Pd invece di stare chiuse dentro le proprie stanze, avrebbero dovuto dare un segno tangibile dell’essere contro questi fenomeni. Perché situazioni simili si respingono mostrando che c’è un’alternativa vera ai bisogni, che non può essere quella di schiacciare chi è ancora più debole di noi ma di creare condizioni diverse. Dall’altra parte è fondamentale essere presenti tra le persone. Noi sabato in piazza c’eravamo, il Pd dov’era?”


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