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“Il lavoro non c’è più”: l’impegno di Sinistra Italiana, aspettando una lista unitaria

POLITICA - Le considerazioni del coordinatore provinciale Enrico Martini dopo le iniziative di Montegranaro sulla crisi del calzaturiero e di Porto San Giorgio sulla convergenza delle varie forze di sinistra
martedì 28 novembre 2017 - Ore 10:27
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di Andrea Braconi

Convocata in tutta fretta, a seguito della rapidità con cui è stato siglato l’accordo tra le forze politiche promotrici di una lista unitaria di sinistra ed i tempi stretti per le incombenze imposte dalla legge elettorale, per Enrico Martini, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana, è stata una piacevole sorpresa trovare oltre 50 persone di domenica mattina a Porto San Giorgio.

“Persone – rimarca – pronte a discutere della necessità di far uscire dall’angolo in cui le politiche dei governi a guida Pd, tutte appiattite sulle esigenze delle élite socio economiche dominanti, hanno spinto le forze popolari che vi si oppongono. Ho visto molte persone, giovani e meno, che non conoscevo, tutte molto determinate ad intraprendere un percorso lungo e duro per combattere tutte le destre, di nome e di fatto. Per ora l’orizzonte è limitato alle prossime elezioni politiche, con l’obiettivo di consolidare la presenza in Parlamento e di iniziare un processo di ricostruzione di una grande forza politica popolare di Sinistra, che manca in Italia da troppi anni. Se questo processo si consolidasse rapidamente, si avrebbe indubbiamente una ricaduta sulle competizioni locali”.

Ma prima di tutto, sottolinea Martini, bisogna uscire dalle assemblee per andare a parlare con i soggetti che hanno portato il peso più grande della trasformazione globale dei processi produttivi e della recessione, come fatto da Sinistra Italiana venerdì scorso a Montegranaro. “Nella sala consiliare abbiamo presentato una proposta di legge sul Made in, focalizzata sulla salvaguardia ed il rafforzamento della filiera di artigiani e piccole imprese che costituiscono il cuore del distretto calzaturiero”. A breve ci sarà un’altra iniziativa, questa volta sul tema del precariato. “ E a seguire ci muoveremo su un percorso incentrato sulla questione delle questioni: il lavoro che non c’è più. In questo modo riusciremo a marcare la nostra differenza dai populismi che sembra dominare la scena politica nazionale ed internazionale”.

 


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