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E’ fermano il miglior miele
delle Marche nel 2017:
premio alla ‘Terra dei Piceni’

FERMO - Concorso “Premio Qualità Miele Marchigiano” 2017. L’apicoltura biologica Terre dei Piceni di Giancarlo Cimadamore di Monte Giberto ha vinto il primo premio come miglior miele di melata
domenica 3 dicembre 2017 - Ore 10:26
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I premiati

Ieri nella la sede dell’agenzia regionale Assam ad Osimo si è svolto l’evento annuale denominato “Premio Qualità Miele Marchigiano” durante il quale sono stati premiati i miglior mieli delle Marche secondo i tipi millefiori, unifloreali e melate. Il concorso è inserito nel programma regionale di miglioramento della produzione e commercializzazione del miele (Reg. CE 1308/13) con le finalità di migliorare, valorizzare e promuovere le produzioni regionali. Questa iniziativa si propone di offrire ai consumatori e a tutti gli operatori del settore alimentare uno strumento per la scoperta delle caratteristiche organolettiche dei mieli marchigiani e dei loro produttori. Le preselezioni dei mieli è avvenuta su una serie di analisi chimico-fisiche, sulla ricerca dei pollini che lo compongono e su una valutazione sensoriale fatta da una giuria di esperti in analisi sensoriale del miele. Forse è poco noto che il miele può essere valutato in termini sensoriali al pari di altri prodotti alimentari tipo il vino e l’olio, anch’essi eccellenze delle Marche e del nostro territorio.

La melata

“Il miele di melata o più semplicemente melata per il quale l’apicoltura Terre dei Piceni è stata premiata – fanno sapere proprio da Terre dei Piceni – è un miele a basso contenuto di umidità, a bassa acidità (si presta bene in cucina: non si altera con la cottura) e rimane a lungo liquido. Ha un gusto mediamente intenso di caramello e di frutta cotta ed ha note leggermente amare e salate. E’ comunemente considerato un miele pregiato con importanti proprietà nutrizionali essendo una fonte di sostanze minerali, antiossidanti, polifenoli, acidi fenolici, vitamine ed enzimi. Ottimo anche il potere antibatterico grazie alla presenza di glucosio-ossidasi.
La nostra regione ha avuto un ruolo di rilievo nel risveglio di interesse verso l’apicoltura in Italia in età tardo risorgimentale, e addirittura agli inizi del 1900 vantava già una tipologia di arnia, detta appunto marchigiana, ancora in uso anche in altre regioni d’Italia. A rafforzare l’importanza della nostra regione va anche ricordato che nel 1883 a Jesi nacque la prima rivista specializzata denominata “api e fiori”, e nel 1903 ad Osimo ci fu il primo congresso nazionale di apicoltura.

 

Il miele di melata nel nostro territorio viene prodotto occasionalmente, in media ogni 3 -5 e le api per produrlo non utilizzano i “classici” fiori ma secrezioni zuccherini rilasciate da alcuni insetti (afidi). Questa sostanza generalmente si trova sulle foglie di quercia e proprio per la sua presenza stranamente sporadica la tradizione vuole che l’anno in cui le api producono la melata sia un anno favorevole per l’agricoltura. Alcune credenze individuano in questa sostanza appiccicosa che spesso scivola dalle foglie verso terra inumidendo il terreno sottostante, come la manna infatti nel nostro dialetto si trova la locuzione “casca la manna” proprio per individuare tale fenomeno”.


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