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Il candidato sindaco Felicioni si presenta:
«Un laboratorio per ridare decoro
e dignità alla città»

PORTO SANT'ELPIDIO - Questa mattina la conferenza stampa del candidato sindaco Alessadro Felicioni con il suo simbolo "Pse Laboratorio civico"
venerdì 22 dicembre 2017 - Ore 12:29
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“La nostra è forse un’impresa impossibile, ma ci siamo”. E’ partita la corsa elettorale di Alessandro Felicioni per le amministrative 2018. Dal bar Lorenzo il commercialista lancia il progetto del suo Laboratorio civico, il nome dato ad un gruppo che si declinerà in una, o molto più probabilmente, più liste. “Già dal nome riassumiamo ciò che pensiamo di poter fare di questo paese – esordisce l’aspirante primo cittadino – Un laboratorio è luogo di impegno, in cui si cerca di creare qualcosa. Attraverso l’unione, la conoscenza, le capacità di ognuno, si cerca di realizzare un prodotto appetibile per il cliente, che in questo caso sono i cittadini di Porto Sant’Elpidio. Mettiamo a servizio del paese le nostre competenze. La mission è ridare decoro e dignità al nostro paese, sempre più degradato e vilipeso da varie criticità. Iniziamo da questo incontro che abbiamo pensato come a una tavola rotonda, perchè vogliamo ascoltare per comprender ecome agire”. Ad affiancare Felicioni uno staff con Pierpaolo Lattanzi, Angelo Murgese, Milo Capponi, Paolo Tofoni, Marica Marsili, ciascuno con un ruolo definito. All’avvocato Murgese il compito di stilare il programma, a Lattanzi la parte amministrativa ed economica della campagna elettorale, Capponi si occuperà di comunicazione, Tofoni della parte operativa quando si entrerà nel cuore della campagna elettorale, la Marsili sarà la coordinatrice del progetto, con l’incarico di fare da filtro agli input che arriveranno dalle varie aree di lavoro.

Civico, Felicioni, lo ribadisce, senza preclusioni a dialogare con le forze politiche. “Siamo persone che lasciano da parte le ideologie in quest’avventura, per credere in un progetto comune. Nessuna preclusione verso i partiti tradizionali. Io non sono il candidato del centrodestra, se poi in un secondo momento le nostre idee e programmi fossero condivisi, nessuna preclusione. Guardiamo alle persone e non ai partiti e valutiamo se possiamo fidarci. Non siamo qui per mandare a tutti i costi a casa l’amministrazione uscente, ma per restituire ai citadini la loro casa, il comune. Siamo aperti a maggior ragione a dialogare con altre forze civiche”.

Un impegno in politica, quello di Felicioni e di un gruppo di cittadini, “che rappresenta uno scatto di coscienza civica. Mi sento in debito verso la mia città, sento il dovere, come gli amici che mi affiancano in questa esperienza, di fare qualcosa per ringraziare. Rimanere inerti significa essere corresponsabili. La molla è stata vedere altre persone, amici e colleghi, mossi da una grande passione. Abbiamo avuto voglia di mettere in campo un’azione intelligente e incisiva. L’obiettivo è a lunga gittata. Mi piacerebbe restituire decoro a questa città, renderla più sicura, più bella”. Tutti laureati, nello staff di Felicioni, ma lui tiene a precisare che “quando parlo di competenze da mettere a disposizione della città, queste non dipendono dal titolo di studio, ma da quello che ciascuno ha costruito nella sua vita al di fuori della politica. Ora andremo ad ascoltare tutti i quartieri”.

Non manca qualche riferimento ai temi caldi in città: “Credo che nessuno, guardando alla situazione della Fim, possa dire che va bene così – commenta Felicioni – Spesos il Comune ha raggiunto accordi che non appaiono convenienti per la parte pubblica. Alla Fim abbiamo un’area bloccata e il progetto ipotizzato lo riteniamo irrealizzabile, per fortuna. Su piazza Garibaldi, se sarà ultimata, cercheremo do renderla più funzionale. Possiamo dire che l’avremmo concepita diversamente, sia come strutture che sotto l’aspetto contrattuale. Ora dobbiamo porci il problema di renderla attrattiva per il commercio e il turismo. Prendiamo corso Battisti: non è bastato rifarlo due volte in pochi anni per ottenere risultati apprezzabili sotto questo aspetto”. Tra le priorità la sicurezza, perchè “un paese poco curato come quello in cui viviamo oggi è facilmente aggredibile”. Prudenza su un altro tema delicato, l’erosione costiera: “Non può essere un cavallo di battaglia elettorale. Serve competenza, fare ricorso a tecnici specializzati, non si può sperimentare più. Si sono già seppelliti abbastanza soldi sott’acqua, forse è ora di ragionare più sugli interventi a terra che su quelli in mare”. Tornando sulle strategie e le alleanze, Felicioni precisa: “Ascoltiamo tutti e vediamo se c’è convergenza di idee. Ma prima dobbiamo pensare a consolidarci noi. Non sarà certo il catalizzatore di un’armata Brancaleone”.

L’obiettivo del Laboratorio civico? Pierpaolo Lattanzi lo liquida con una battuta: “Quello minimo è fare meglio del 3% che prese Sergio Belletti quando si candidò sindaco” sorride rivolto a Belletti, presente in sala. Felicioni aggiunge: “L’obiettivo è farci capire, crediamo che il nostro progetto sia valido e accattivante. Se poi l’avventura non si concluderà come speriamo, vorrà dire che non abbiamo saputo trasmettere entusiasmo e passione”. Ai presenti non è sfuggita la presenza, tra il pubblico, anche di Giorgio Marcotulli di Fdi. 

M.M.


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