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È Lorenzo Giacomozzi il migliore studente dello Scientifico: a lui la borsa dedicata a Roberta Fentini

FERMO - Assegnata in un'Aula Magna gremita, alla presenza della famiglia della donna scomparsa, dei suoi ex compagni di scuola che hanno ideato l'iniziativa e di rappresentanti delle istituzioni
sabato 23 dicembre 2017 - Ore 13:47
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di Andrea Braconi

Nel suo primo giorno di Liceo Scientifico, Roberta Fentini indossava un giubbetto di jeans. Dietro portava tatuata l’immagine di una tigre. Era il 1990 e Amato Mercuri, ex sindaco di Moresco, a distanza di tanti anni ancora la ricorda in questo modo. L’occasione è stata l’assegnazione della seconda borsa di studio dedicata alla sua ex compagna di scuola, scomparsa il 26 novembre 2015, tenutasi nell’Aula Magna dell’istituto fermano.

“Roberta era molto bella, bravissima a scuola, simpatica e curiosa” ha ricordato lo stesso Mercuri di fronte ai familiari, a tanti alunni del “Calzecchi Onesti” e, soprattutto a quel gruppo di ex compagni della classe 1990-1995 che ha lanciato l’iniziativa. “La nostra Roberta ha dovuto affrontare una battaglia difficilissima, ha lottato da tigre, come quella che indossava quel giorno, ma purtroppo non è riuscita a vincerla. Ma ha fatto una magia: nel Natale di due anni fa ci siamo ritrovati e non accontentandoci di una semplice cena abbiamo creato questa borsa di studio. Ci è sembrata la cosa più bella e che forse lei avrebbe gradito. Da un evento tragico siamo arrivati a creare un evento bello che gratifica uno di noi, uno di voi, una persona del nostro Liceo”.

Perché chi riceve la borsa dedicata a Roberta, giunta alla sua seconda edizione, non è solo il più bravo delle quarte dell’anno precedente, ma “entra a far parte di diritto nella sezione D 90-95”. E così dopo Valentina Ameli per il 2015-2016, questa volta lo studente più meritevole si è dimostrato Lorenzo Giacomozzi. “Non me l’aspettavo – ha affermato lo stesso Lorenzo, che riceverà la somma di 500 euro -, dico solo grazie perché è un premio importante che non serve solo ad elogiare la media che ho ottenuto l’anno scorso, ma per tenere vivo il ricordo di Roberta”.

A Stefano il compito di ribadire il pensiero della famiglia di Roberta. “Simbolicamente questo premio viene consegnato a tutti i giovani che si impegnano nello studio, per affacciarsi poi al mondo del lavoro, dando un importante contributo alla società. E Roberta ha affrontato ogni sfida, senza scoraggiarsi mai per quello che la vita le ha riservato”.

Impossibile nascondere l’emozione per la dirigente scolastica Marzia Ripari. “Oggi pensiamo al passato, ai giovani presenti ma soprattutto al nostro futuro”. E rivolgendosi alle figlie di Roberta Fentini (“Eleonora detta la saggia, Maria l’avvocato e Anna la teppa” come ha ricordato Mercuri), la Ripari ha aggiunto: “Il nostro è un augurio di serenità e di riuscita. Rimaniamo tutti uniti a questi gioielli per far sì che abbiano il meglio e la realizzazione di tutti i loro sogni, quello che una mamma come Roberta ha sempre voluto per loro”.

“Anche se non ho avuto il privilegio di conoscere Roberta – ha sottolineato Stefano Pompozzi, vice presidente della Provincia di Fermo – ho il privilegio di lavorare quotidianamente gomito a gomito con una sua familiare. Quindi, questa mattina c’è anche una componente umana che mi tocca in modo particolare. Oggi chi ha vinto, ha vinto due volte: vincere questa borsa vorrà dire avere avuto un rendimento importante a scuola e anche prendere il testimone di chi aveva vinto per cederlo simbolicamente l’anno prossimo a chi lo seguirà”.

Complimenti agli ex compagni di Roberta sono arrivati da Luciano Evandri, primo cittadino di Monte Vidon Combatte. “Oltre che essere sindaco, abbiamo vissuto tutta l’infanzia insieme con Roberta e la sorella Romina. Ho voluto partecipare con molto slancio a questa iniziativa, lo faccio per lei e per i suoi familiari. Amato ha disegnato il suo carattere in parte introverso, con quella sua riservatezza ma sempre disponibile ad aiutare gli altri. Io voglio ricordarla così, con la sua semplicità completa di tutto. Il vuoto che lei ha lasciato viene riempito con questa iniziativa”.

 


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