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Il bilancio dei primi sei mesi del Terrenzi bis, puntando al 2018: arriva l’ipotesi di una nuova scuola

SANT'ELPIDIO A MARE - "Stiamo comunque ragionando anche sulla possibilità di investire in nuovi plessi scolastici, qualora gli interventi di adeguamento sismico degli edifici esistenti risultassero troppo onerosi, o le valutazioni di cui sopra lo ritenessero opportuno. Abbiamo anche individuato un lotto di terreno di proprietà del Comune vicino alla scuola di Piane Tenna."
martedì 26 dicembre 2017 - Ore 12:22
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Alessio Terrenzi

 

A poco più di sei mesi dalla larghissima vittoria elettorale che lo ha confermato alla guida di Sant’Elpidio a Mare, il sindaco Alessio Terrenzi traccia un bilancio di questo scorcio del secondo mandato. Tanti spunti, dalle priorità del suo programma elettorale agli obiettivi per il 2018 alle porte.

Primi sei mesi del Terrenzi bis: cosa è cambiato rispetto alla prima esperienza da sindaco?

Ho avuto una importante conferma dagli elpidiensi. Ora amministro sapendo che quanto fatto in precedenza è stato di gradimento. Evidentemente il mio modo di fare è piaciuto e sono piaciuti i metodi e le proposte sottoposte agli elpidiensi per il futuro. Ero convinto di vincere al primo turno, l’ho sempre sostenuto, ma non con un così ampio vantaggio. Posta tale premessa, nulla cambia nei metodi e nell’entusiasmo che mi motiva e ci motiva: gli stimoli sono gli stessi così come la voglia di fare bene, per la nostra città. Ci portiamo dietro tutto ciò che è derivato dal terremoto e, rispetto a quanto inserito nel programma elettorale, ciò potrebbe cambiare qualche cosa di quanto avevamo in mente. Vedremo strada facendo.

C’è qualcuno, o qualche proposta da esponenti della sua maggioranza, che l’ha impressionata positivamente?

Il nostro è sempre stato un gioco di squadra. Di idee ne abbiamo tante, ne discutiamo in giunta e nelle maggioranze, è prezioso il contributo di tutti: così sono abituato a lavorare e così intendo continuare. Non ci sono solisti e non ce ne saranno. Se qualche cosa di questo tipo dovesse emergere, ciò non sarebbe in sintonia con il mio modo di fare, per cui ci sarebbero senza dubbio dei provvedimenti da prendere.

Quattro priorità del suo programma: riorganizzazione del personale, dissesto idrogeologico, centro storico, edilizia scolastica. Cosa si è mosso in questi primi sei mesi?

Stiamo lavorando su tutti i fronti. La riorganizzazione del personale è in corso, abbiamo incontrato dipendenti e sindacati, dato un incarico per la riorganizzazione generale e, da qui a breve, andrà fatta una scelta determinante per la macchina amministrativa. In merito al dissesto veniamo dalla precedente amministrazione nel corso della quale sono stati organizzati due tavoli di confronto su Ete Morto e Chienti. La criticità maggiore riguarda l’Ete Morto, senza dimenticare il Tenna: abbiamo sollecitato interventi e ringraziamo il Genio Civile, che ha la competenza su questo tipo di lavori. Centro storico: la riapertura del Teatro Cicconi è stato un grande obietivo raggiunto. Stiamo procedendo con la mappatura dell abitazioni per le case a un euro, in modo da procedere al più presto alla pubblicazione della manifestazione d’interesse, entro i primi mesi del 2018. Sull’edilizia scolastica abbiamo commissionato indagini diagnostiche per la verifica dei solai e della vulnerabilità sismica del complesso scolastico “A. Bacci”, i cui risultati sono stati di recente consegnati. E’ il primo passo di una serie di approfondimenti di cui tener conto in un processo di valutazione generale sull’edilizia scolastica, al fine di un riordino delle strutture presenti. Lo studio è partito con la Bacci e riguarderà anche le altre scuole. Le indagini sulla Bacci hanno rivelato che le caratteristiche meccaniche dei materiali sono in linea con quelle medie relative all’epoca di edificazione. La struttura non versa in uno stato tale da pregiudicarne il normale utilizzo secondo le attuali destinazioni d’uso. Stiamo comunque ragionando anche sulla possibilità di investire in nuovi plessi scolastici, qualora gli interventi di adeguamento degli edifici esistenti risultassero troppo onerosi, o le valutazioni di cui sopra lo ritenessero opportuno. Abbiamo anche individuato un lotto di terreno di proprietà del Comune vicino alla scuola di Piane Tenna. Si tratta di un’idea diversa da quella prospettata in campagna elettorale ed è proprio qui che mi ricollego al discorso del terremoto: quanto accaduto e le conseguenze provocate dal sisma impongono cambiamenti rispetto a ciò che pensavamo di poter fare.

Questione equilibrio di genere: la vicenda ora si è risolta con l’avvicendamento in giunta, ma rifarebbe tutto allo stesso modo?

Quando ho fatto la prima scelta nella nomina della Giunta ero convinto di ciò che facevo e consapevole. Ho sempre detto che sarebbe stata una scelta temporanea e lo stesso vale per la Giunta attuale. Norberto Clementi, che colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta, era una persona necessaria e sarebbe ancora oggi un collaboratore importante e prezioso, ma anche lui, come tutti gli altri, sarebbe stato soggetto alla temporaneità che ho sempre detto. Sono consapevole che la legge vada rispettata e mi sono adeguato. Resto convinto della scelta fatta.

Spostamento definitivo del Tarantelli e contestuale spostamento del centro per l’impiego e altri servizi. Si ha la sensazione che il processo si sia arenato o abbia subito un rallentamento: che succede?

Stiamo andando avanti. Siamo in contatto con le scuole, la giunta regionale, l’Asur e la provincia. Ci sono sul tavolo alcune ipotesi e vogliamo continuare a lavorare in stretto rapporto con gli altri enti coinvolti. L’idea resta quella dello spostamento del Tarantelli al Montalto Nannerini portando, contestualmente, nuovi servizi in centro storico e su questo stiamo lavorando in sinergia.

Andiamo verso il 2018: tre obiettivi che conta di centrare nel prossimo anno?

Non è semplice individuarne tre, ne abbiamo in mente molti di più. Sono tutti obiettivi importanti per cercare di dare una svolta complessiva alla vita della città nell’arco dei cinque anni.

Centro storico. ha riaperto il teatro Cicconi, ma rimangono chiusi pinacoteca, museo della calzatura, torre civica, oltre ad un tratto di via Boccette. Che tempi prevede per rendere di nuovo fruibili alcune attrazioni del centro?

Per la Pinacoteca sono stati affidati i lavori di pronto intervento, la ditta inizierà a breve. Contiamo di riaprire a primavera. In merito alla Torre Civica, ci sono dei lavori di pronto intervento da effettuare e procederemo dopo la pinacoteca. Al momento non mi è possibile dare dei tempi certi.

C’è stata qualche polemica tra capoluogo e frazioni sulle luminarie natalizie. Al di là della questione in sè, a Sant’Elpidio a Mare c’è sempre la sensazione che i cittadini non si sentano un territorio unico. Che può fare un amministratore in questo senso?
Abbiamo sempre amministrato sapendo che il nostro è un territorio decentrato. Allo stesso tempo sappiamo che gli elpidiensi sono tutti elpidiensi indistintamente. Le nostre energie vengono concentrate su tutte le problematiche, nessuno deve sentirsi trascurato. Nel caso in cui emergesse qualche mancanza, che ci può stare, basta confrontarsi in modo civile e costruttivo. Poi è evidente che ciascuno debba metterci di suo per abbattere steccati che, nel 2018, non hanno motivo di esistere. Non è ammissibile parlare di territori di serie A o serie B, è la mentalità di tutti noi che va cambiata. Nel dettaglio delle singole situazioni, va dato il giusto peso ad ogni cosa: si lavora per affrontare problematiche importanti sul fronte sociale, l’emergenza terremoto che è ancora attuale, si lavora con i giovani, le scuole, il disagio… Bisogna imparare a dare ad ogni cosa il suo peso!

Manifestazioni storiche: il tavolo di conciliazione che ha convocato nei mesi scorsi non ha raggiunto l’obiettivo di un accordo. ora che succede?

Chi dice che non si è raggiunto un accordo? Il discorso è ancora aperto e stiamo lavorando.

Si va verso le elezioni politiche e non sembra un momento molto positivo per il centrosinistra. Da civico, ma sempre di centrosinistra, che cosa consiglierebbe?

Da chi governa a livello nazionale ho tutto da imparare e non posso certo dare dei consigli. Posso portare il mio esempio: stare vicini alla gente, tenere aperto un costante dialogo con tutto il territorio, lavorare in modo propositivo, avere idee che non vengono calate dall’alto, ma sono frutto della vita quotidiana e del confronto ad ampio raggio. Nel mio caso ha pagato anche se, ovviamente, il discorso nazionale è su un altro piano.

M.M.


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