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Dall’anti-terrorismo alla guerra
a furti e abusivismo:
il “freno” della PolFer sui binari

BILANCIO - Per la Polizia ferroviaria è tempo di bilanci: un 2017 segnato da 32 arresti, 80 persone scomparse, controlli anti-abusivismo e contrasto a furti e rapine. In campo anche per la prevenzione
mercoledì 3 gennaio 2018 - Ore 13:44
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La polizia ferroviaria durante un controllo

Anche l’anno appena trascorso ha visto il Compartimento Polizia Ferroviaria di Ancona svolgere incessantemente la propria attività istituzionale all’interno delle stazioni e sui treni per garantire la sicurezza dei cittadini e dei viaggiatori, attraverso la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni delittuosi in ambito ferroviario.
“Nel corso dell’anno – fanno sapere dalla questura di Ascoli-Fermo – sono state impiegate 11.399 pattuglie in stazioni e quasi 1.400 a bordo treno. Sono stati scortati complessivamente 2.800 convogli ferroviari (con una media di circa 8 treni al giorno) e sono stati predisposti 630 servizi anti-borseggio in abiti civili sia negli scali che sui convogli. Grazie a tale dispositivo tratte in arresto ed indagato in stato di libertà rispettivamente 32 e 271 persone, procedendo complessivamente a 39.502 controlli riducendo di un ulteriore 20%, rispetto al 2016, il fenomeno dei  reati predatori (furti e rapine), già in calo. L’attività di contrasto ai furti di rame, che in ambito ferroviario spesso significano ritardi alla circolazione dei treni e consistenti disagi per i viaggiatori, si è tradotta in oltre 212 controlli ai centri di raccolta e recupero metalli e in circa 1400 servizi di pattugliamento delle linee ferroviarie. Tale articolato dispositivo ha consentito di indagare una persona. Il fenomeno ne è risultato drasticamente ridimensionato, con una riduzione delle quantità di rame sottratte di oltre il 99% rispetto allo scorso anno.
E’ proseguita anche l’azione di contrasto al fenomeno dell’abusivismo nelle principali stazioni ferroviarie, con numerosi servizi di controllo straordinario del territorio.
Nel corso del 2017 il personale del compartimento PolFer “Marche, Umbria ed Abruzzo” ha identificato e controllato oltre 47.000 persone, ha rintracciato 80 persone scomparse (fra esse 38 minori) e realizzato numerose iniziative di educazione alla legalità, allo scopo di sviluppare, soprattutto nei minori, la cultura della sicurezza, propria ed altrui, in ambito ferroviario e di contribuire alla riduzione degli eventi incidentali che hanno visto coinvolti, in particolar modo, proprio i più giovani. Di qui la campagna “Train…to be cool”, con la quale gli operatori della Polizia Ferroviaria hanno incontrato centinaia di studenti delle scuole medie e superiori e le campagne “Sosteniamo la sicurezza arriviamo insieme alla meta” e “Gioca volley in sicurezza” (in collaborazione con l’Agenzia nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e la federazione Italiana Rugby e pallavolo) rivolte ai più piccoli, che hanno visto la realizzazione di feste di piazza o presso centri sportivi di varie città italiane, durante le quali i bambini, attraverso giochi a tema, hanno imparato alcune semplici regole per la propria incolumità in stazioni e sui treni.


L’attività di prevenzione è stata naturalmente accompagnata da una costante attività di vigilanza, particolarmente rafforzata, nel segno della massima visibilità, alla luce dei recenti episodi di terrorismo internazionale, dal momento che le stazioni, luogo in cui transitano giornalmente decine di migliaia di persone, costituiscono senza dubbio uno degli obiettivi sensibili più importanti (numerose sono state le giornate dedicate ai servizi straordinari di prevenzione e controllo a viaggiatori e bagagli).
La statistica se pur importante, non rispecchia completamente l’attività della Polizia ferroviaria (la PolFer ha appena festeggiato, su tutto il territorio nazionale, i 110 anni dalla sua fondazione), in molti casi fatta immediata prossimità, di semplici informazioni date al cittadino, di aiuto ai viaggiatori e di sostegno al personale che lavora sui treni, di recupero di effetti personali dimenticati, di solidarietà e di cooperazione con gli enti predisposti all’assistenza dei bisognosi e dei senza tetto, che spesso vedono la stazione come sicuro punto di riferimento, e di costante e leale collaborazione con quanti svolgono la propria attività all’interno dell’ambito ferroviario”.


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