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Emanuele Cedrone e la sua Melodiosa all’auditorium Billè

FERMO - Protagonista uno strumento insolito. Si chiama Melodiosa ma a vederlo assomiglia ad una lamina di metallo. Cedrone, accompagnato al pianoforte da Melissa Galosi, guiderà il pubblico attraverso le più famose e amate composizioni interpretate dalla voce suggestiva di questa Melodiosa
sabato 6 gennaio 2018 - Ore 10:49
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Il concerto all’auditorium “Billè” del 7 gennaio alle 17 presenta uno strumento insolito. Si chiama Melodiosa ma a vederlo assomiglia ad una lamina di metallo. Eppure nel suo corpo, difficile da domare, benché flessibile, si racchiude un suono che rapisce i sensi, che parla al cuore di poesia.

Lo suona Emanuele Cedrone, uno dei pochissimi al mondo che si cimenta con questo incredibile “parente povero” del violino.  Laminae cantus musique ensemble il titolo della serata. Cedrone, accompagnato al pianoforte da Melissa Galosi, guiderà il pubblico attraverso le più famose e amate composizioni interpretate dalla voce suggestiva di questa Melodiosa. Strumento sorprendente dal suono evocativo, che ispira ed emoziona chi la ascolta.
Il programma spazia da l’”Habanera” dalla Carmen a “La donna è mobile” dal Rigoletto, dal “Salut d’amour” di Elgar al celeberrimo “Nessun dorma” da La Turandot.
Il concerto vuol essere un viaggio attraverso la miriade di sentimenti e sensazioni che scaturisce dall’esperienza dello stupore. Le meravigliose e familiari arie del repertorio operistico saranno i sicuri sentieri dove l’ascoltatore potrà ritrovarsi.
La scoperta dell’inaspettato, l’epifania di uno strumento che va ben oltre la propria estetica e che in Europa viene apprezzato da orchestre come Berliner Philharmoniker o Münchner Symphoniker per le sue caratteristiche e potenzialità musicali oltre che per la grande espressevità di cui è capace.
La Melodiosa, dalle escursioni timbrico/dinamiche molto ampie e particolarmente sensibili, sarà suonata da Emanuele Cedrone su riscritture ad hoc, mentre la M° Melissa Galosi al Pianoforte ne enfatizzerà le sfumature grazie alla sua sensibile maestria e ad un ascolto profondo.
Un suono evocativo che arriva dal profondo della materia, uno strumento controverso che percorre da sempre le vie meno battute della storia della musica, ispirando ed emozionando chi è riuscito a “Vedere la luna, oltre il dito che stava indicando.”


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