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L’originalità di un concerto unico: prima volta della “Melodiosa” in conservatorio (FOTO e VIDEO)

FERMO - Emanuele Cedrone è uno dei pochissimi musicisti al mondo che si cimenta con questo incredibile strumento, portato all'attenzione del pubblico dal Laminae cantus musique ensemble
lunedì 8 gennaio 2018 - Ore 11:07
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di Alessandro Giacopetti

E’ stata la prima volta che uno strumento chiamato la Melodiosa entrava in un conservatorio. Il pubblico giunto ieri all’auditorium Isaia Billé del Conservatorio Pergolesi di Fermo ha assistito senza dubbio ad un concerto storico. Quello del Laminae Cantus Musique Ensemble composto dal duo Emanuele Cedrone alla Melodiosa, appunto, e Melissa Galosi al pianoforte. Di fronte alla curiosità del nutrito pubblico, Cedrone l’ha definita, “la figlia diretta della sega da falegname. A differenza della mamma, però, è fatta in acciaio armonico molto flessibile. La sua caratteristica è che non suona se semplicemente piegata ma dev’essere messa in trazione con la forza delle braccia, creando la forma di esse, e formando due cerchi immaginari, uno sopra e uno sotto. Lo sfregamento del crine mette in risonanza la lama e la vibrazione mette in risonanza i due cerchi permettendo al suono di arrivare. Mutando la posizione e schiacciandola progressivamente, si passa dalle frequenze basse a quelle alte. Poi bisogna trovare le note che sono tutte dentro. Non è, quindi, una sega musicale – ha tenuto a precisare Cedrone – è una Melodiosa. E’ difficile suonarla, come è difficile suonare qualsiasi altro strumento in modo professionale – ha aggiunto il musicista – ma ha una caratteristica che la rende particolare. Non è un violino. Non può fare ciò che fa il violino anche se si suona con un archetto da violino. Non ha cassa armonica, e teoricamente è un idiofono, cioè uno strumento il cuo suono arriva da tutto il suo corpo. Non ha barrette e capotasti come la chitarra e non ci sono riferimenti per trovare le note. Si sa che al suo interno ci sono circa tre ottave da poter suonare. Da qui si comincia lo studio e con tanta pratica si trovano le note. Anche la postura per poterla suonare è importante perché ogni posizione assunta è una nota. Inoltre – ha aggiunto Emanuele Cedrone prima di eseguire il bis richiesto dagli applausi del pubblico – il suono non arriva subito, appena si tocca lo strumento con l’archetto, ma arriva circa un secondo dopo. Ciò rende difficile la vita allo strumentista che accompagna, ad esempio al pianoforte, perché deve tenerne conto per non andare fuori tempo”.

Emanuele Cedrone, uno dei pochissimi al mondo che si cimenta con questo incredibile strumento che ha dato il nome al pomeriggio “Laminae cantus musique ensemble”. Ad accompagnarlo al pianoforte è stata Melissa Galosi, che ha guidato il pubblico attraverso famose composizioni: “Habanera” dalla Carmen, “La donna è mobile” dal Rigoletto, “Salut d’amour” di Elgar al celeberrimo “Nessun dorma” da La Turandot.
Il concerto è stato un viaggio attraverso sentimenti e sensazioni che scaturiscono dallo stupore derivante dal suono della Melodiosa, nel riproporre familiari arie del repertorio operistico. La scoperta dell’inaspettato, l’epifania di uno strumento che va oltre l’estetica e che in Europa viene apprezzato da orchestre come Berliner Philharmoniker o Münchner Symphoniker per le sue caratteristiche e potenzialità musicali oltre che per la grande espressività di cui è capace. Un suono evocativo che arriva dal profondo della materia, uno strumento che percorre le vie meno battute della storia della musica, ispirando ed emozionando.

Emanuele Cedrone è l’unico musicista professionista Italiano di Melodiosa. Nasce nel 1980 e attualmente vive a Milano. Melissa Galosi studia all’Istituto di Alta Formazione “Pergolesi” di Fermo nella classe del Maestro Enrico Belli dove ha conseguito il diploma di primo e secondo livello in pianoforte.

 


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