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Nuovi anticoagulanti, Bisonni: «Estendere la prescrizioni anche
agli specialisti ambulatoriali»

ANCONA - Il consigliere regionale: "Ho portato l’argomento all’esame del Consiglio regionale con una interrogazione nella quale chiedo al Presidente della Giunta regionale e Assessore alla Sanità, Luca Ceriscioli, di porre rimedio ad una situazione che per molti pazienti risulta essere veramente difficile"
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Sandro Bisonni

“I Nao – fa sapere il consigliere regionale del gruppo misto Sandro Bisonni – sono anticoagulanti innovativi che sono prescritti nella prevenzione dell’ictus o dell’embolia polmonare per quei soggetti con fibrillazione striale o trombosi venosa profonda, in alternativa ai vecchi farmaci. Sono prodotti che attualmente possono essere prescritti solo dai cardiologi ospedalieri e non dai cardiologi territoriali che sono però quelli che hanno maggior contatto con i pazienti fibrillanti e che possono quindi meglio gestire la prevenzione dell’ictus.
Per questo ho portato l’argomento all’esame del Consiglio regionale con una interrogazione nella quale chiedo al Presidente della Giunta regionale e Assessore alla Sanità, Luca Ceriscioli, di porre rimedio ad una situazione che per molti pazienti risulta essere veramente difficile. Utilizzando i Nao – afferma Bisonni – i pazienti non avrebbero più bisogno di continui controlli come avviene con l’uso dei vecchi anticoagulanti, quindi il servizio offerto dai Centri di sorveglianza di terapia anticoagulante orale, sarebbe a disposizione dei pazienti portatori di protesi valvolari meccaniche e di chi non è idoneo al trattamento Noa così che gran parte del personale, medici e infermieri, si potrebbe ricollocare per sopperire alla carenza cronica di organico in altri reparti.
Inoltre, essendo i Nao prescrivibili solo in ospedale vi è un grave squilibrio assistenziale in quanto non tutti i pazienti, forse la maggioranza, possono accedere a questa nuova terapia o possono accedervi solo dopo aver prenotato una nuova visita cardiologica in ospedale, allungando così le liste di attesa”
Bisonni nell’atto sottolinea anche il notevole risparmio che la sanità regionale andrebbe ad avere allargando la prescrizione Nao conseguente sia alla riduzione degli eventi da ictus e dal conseguente trattamento dei pazienti che dai costi di gestione dei vecchi anticoagulanti in cui il paziente necessita di continuo monitoraggio.
“La terapia tradizionale si scontra, poi, con la scarsa disponibilità di laboratori e Centri di Sorveglianza, specie nelle zone rurali e montane, arrecando non poche difficoltà ai pazienti, soprattutto anziani e soli, nel seguire la cura.
Da tutto questo – conclude il consigliere – si evince l’opportunità di allargare la prescrizione dei nuovi anticoagulanti Nao anche ai cardiologi ambulatoriali essendo questo trattamento il più appropriato per i pazienti e soprattutto per far sì che l’assistenza sanitaria sia in grado di coprire più facilmente tutto il territorio regionale”.

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