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Le regole del calcio spiegate
ai ragazzi U17 ed U15
del vivaio canarino

APPROFONDIMENTO - L’osservatore degli arbitri Carlo Chioini ed il fischietto di Serie D Fabio Catani hanno spiegato ai ragazzi del settore giovanile della Fermana alcuni interessanti aspetti dell'arbitraggio
mercoledì 24 gennaio 2018 - Ore 19:01
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FERMO – Una lezione “speciale” per i ragazzi dell’U15 e dell’U17 della Fermana che, nel pomeriggio odierno, presso il Firmum Village, hanno ricevuto la visita dell’osservatore degli arbitri Carlo Chioini e dell’arbitro di Serie D Fabio Catani.

Tema dell’incontro, organizzato dal settore giovanile gialloblù con la collaborazione dell’avvocato Michela Pietracci, Presidente dell’AIA di Fermo,Le regole del gioco del calcio” ed il rapporto, all’interno del rettangolo di gioco, tra i calciatori e la figura super partes del fischietto.

L’arbitro Catani ha esordito chiedendo ai piccoli atleti canarini il numero delle regole del gioco del calcio, ovvero 17. “Ogni regola ha le sue particolarità e le sue specificazioni – ha spiegato Catani – . Forse la più difficile da valutare è il fallo di mano, che non prevede sempre l’ammonizione. Prima di essere fallo c’è un contatto con la mano o con il braccio. Una volta fotografato questo contatto, l’arbitro deve discernere la volontarietà o meno. Se non è volontario, lascia correre; se lo è, viene fischiato. Il cartellino è giallo quando interrompo un’azione di gioco importante, paragonabile ad un fallo tattico oppure quando un attaccante lanciato a rete ha l’istinto di schiacciare la palla. Due sono le condizioni essenziali per il fallo di mano: il contatto e la volontarietà. L’espressione fallo di mano volontaria è già eccessiva perchè la sola pronuncia “fallo di mano” indica la volontarietà del gesto. Ci sono delle casistiche in cui i falli di mano prevedono il cartellino rosso. La più immediata è l’impedimento della segnatura della rete con la mano, che decreta calcio di rigore ed espulsione. Se, invece, tento di far entrare la palla in rete ma non ci riesco, il cartellino sarà giallo, punendo solo il comportamento antisportivo del calciatore che ha provato a negare la segnatura del gol”.

“E’ importante porsi sempre in maniera corretta con l’arbitro – gli fa eco l’osservatore Chioini – . Il fischietto cerca di fare del suo meglio e voi dovete collaborare per far sì che ciò avvenga. L’arbitro deve essere conoscitore del regolamento ed è deputato ad applicarlo nel miglior modo possibile”. Chioini ha poi spiegato ai presenti come la normativa sul calcio sia regolamentata da un organo internazionale, l’IFAB (International Football Association Board), che ogni anno si riunisce per discutere qualsiasi modifica e/o innovazione (ad esempio la VAR), vincolando alla loro osservanza tutte le federazioni, organizzazioni ed associazioni calcistiche, che svolgono il calcio a livello professionale e dilettantistico.

Tra le modifiche introdotte, quella alla regola numero 12 che fa riferimento ai falli. “Quando un’infrazione che nega un’evidente opportunità di segnare una rete viene commessa dal portiere in area di rigore – specifica Catani – , ci sarà cartellino giallo; se il fallo viene commesso fuori dall’area, sarà rosso. Tuttavia, se il fallo non è genuino, ovvero è commesso con la parte alta del corpo (mano o braccio), verrà estratto il rosso”.

Chioini ha poi sciorinato il tema del cosiddetto vantaggio, “che non è una regola, ma una discrezionalità dell’arbitro. Se avviene un fallo e il pallone resta ancora giocabile per la squadra che lo ha subito, l’arbitro ha la facoltà di far proseguire il gioco perchè, fischiando, danneggerebbe la formazione in possesso del pallone”.

I due relatori hanno poi risposto ai quesiti degli atleti e dei tecnici gialloblù, attraverso dimostrazioni pratiche, applicando in toto le regole del gioco del calcio.

 


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