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Nuova convenzione per la biblioteca,
pace fatta tra Loira e Società Operaia:
in Consiglio approda il tema commercio

PORTO SAN GIORGIO – Di Virgilio: "Dobbiamo aiutare chi vuole investire chi in questa fase difficile apre un’attività. Per questo ho chiesto di studiare degli strumenti come l’abbattimento della Tari per un anno, ad esempio, a sostegno di chi vuole lavorare nel commercio"
giovedì 25 Gennaio 2018 - Ore 16:14
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un recente Consiglio a Porto San Giorgio

 

di Sandro Renzi

Oltre 80mila volumi catalogati. Altri 20mila da selezionare, chiusi dentro decine e decine di scatoloni posizionati anche lungo le scale. La nuova convenzione approvata ieri sera dal consiglio comunale di fatto riassegna alla Società Operaia la gestione della biblioteca Pieri. Pace fatta allora tra il sodalizio guidato dal presidente Maurizio Mattioli e il sindaco Nicola Loira. Si chiude un capitolo “burrascoso” nei rapporti tra i due enti, durato un anno, e se ne apre uno nuovo che contiene obiettivi ambiziosi. Primo fra tutti il completamento delle operazioni di catalogazione dei libri, sospeso in concomitanza con il blocco del servizio biblioteca annunciato lo scorso anno dalla Società Operaia nel tentativo di riaccendere i riflettori sulla convenzione scaduta. Poi l’allestimento al piano terra di palazzo Trevisani, in corso Castel San Giorgio, della Sezione ragazzi “per aprire anche a loro le porte di una delle più importanti biblioteche delle Marche” spiega l’assessore alla cultura Elisabetta Baldassarri. Una volta catalogati, però, resta da capire dove andranno a finire centinaia e centinaia di volumi. La convenzione prevede che il comune si faccia carico dell’acquisto di nuove scaffalature. E fin qui problemi non ce ne sono. Altro discorso, invece, rendere agibile il terzo piano. Nessuna amministrazione ci è riuscita prima.

“Occorrono tra i 40 ed i 50mila euro –prosegue la Baldassarri- per questo sto cercando altri canali di finanziamento”. L’idea di massima, comunque, è quella di non riservare, una volta ristrutturato, tutto il terzo piano “all’accoglienza” dei libri. Qualche sala potrà essere destinata ad ospitare corsi ed incontri. E’ questa per ora la sfida più grossa. La consigliera di minoranza, Maria Lina Vitturini, spulciando la convenzione, ha lamentato l’assenza di rappresentanti in seno al Comitato paritetico (composto da sindaco, assessore e presidente della Società Operaia) che, tra le altre cose, dovrà nominare il nuovo direttore. “Forse la gestione della biblioteca riguarda solo la maggioranza?” tuona la Vitturini “oppure dovrebbe interessare l’intera città. Ho votato sì alla convenzione ma tappandomi il naso. Vigilerò perché vengano tolti quei libri dalle scale e reso agibile il terzo piano. La biblioteca è un bene di tutti”. Il consiglio di ieri sera ha approvato in tre ore tutti i punti all’ordine del giorno. Compreso quello sul nuovo regolamento della commissione pari opportunità. E non sono mancati riferimenti polemici all’ormai arcinota questione delle quote rosa. Anche se già si sa che il sindaco Loira prenderà tutto il tempo a disposizione per individuare la nuova assessore da nominare entro il 14 febbraio. La Vitturini ha lanciato quindi un altro affondo. “Solo grazie ad un emendamento in calcio d’angolo hanno previsto che della commissione possano far parte di diritto anche le consigliere comunali. Altrimenti rischiavamo di restare fuori”.

Botta e risposta pure sul commercio. Non poteva mancare un accenno alla situazione del comparto dopo la sciopero di un paio di settimana fa. Ad accendere la miccia l’emendamento del consigliere civico Renzo Petrozzi che aveva proposto di abbassare l’Imu ai proprietari di locali sfitti. “Operazione –spiega la Vitturini- che aveva l’obiettivo di rivitalizzare il settore immobiliare ed aprire la strada a nuove riaperture. Abbiamo fatto anche una previsione. Per un negozio di circa 100 mq, la nostra proposta consentiva di abbattere da 1000 a 600 euro l’anno l’Imu”. La maggioranza ha giudicato “non condivisibile nel merito” il progetto. “Dobbiamo invece aiutare chi vuole investire –ha replicato il capogruppo del Pd, Andrea Di Virgilio- chi in questa fase difficile apre un’attività. Per questo ho chiesto di studiare degli strumenti come l’abbattimento della Tari per un anno, ad esempio, a sostegno di chi vuole lavorare nel commercio”. La prospettiva insomma si inverte. Se di sostegno si vuole parlare, allora per il centrosinistra bisogna guardare agli operatori e non ai proprietari di locali. A quest’ultimi Di Virgilio rivolge anche un appello. “Valutino la possibilità di ridurre un pò gli affitti, anche solo temporaneamente, per venire incontro a quei negozianti che rischiano di chiudere”. Via libera infine allo stanziamento di 28mila euro annui per il prossimo quinquennio a favore delle scuole dell’infanzia paritarie.


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