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Per Elisabetta Cocciaretto il sogno
svanisce, in finale dell’Open Junior
va la cinese En Liang Shuo

TENNIS - La vincente cavalcata della diciassettenne fermana si interrompe ad un passo dall'appuntamento clou dell'Australian 2018. In caso di passaggio del turno avrebbe incastonato nella storia il proprio nome come prima italiana finalista nel contesto sportivo di portata internazionale
venerdì 26 Gennaio 2018 - Ore 13:37
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PORTO SAN GIORGIO – Elisabetta Cocciaretto non ce l’ha fatta.

Le notizie giunte dalla lontana Australia sorridono all’avversaria di turno, la cinese Taipei En Liang Shuo, da poco con il diritto a vestire i panni della finalista all’Open Junior 2018 dove, al filtro decisivo per la somma gloria, sarà chiamata a vedersela con la francese Clara Burel.

Ci aveva abituati ad un crescendo di positive emozioni la giovane nata a Fermo e cresciuta, racchetta alla mano, sui campi da tennis di Porto San Giorgio. Nei giorni scorsi la positiva quanto avvincente escalation dove, tappa dopo tappa, la Cocciaretto aveva liquidato avversarie in serie guadagnando l’avanzamento nel tabellone condito da parallele vibranti emozioni, viste le prospettive ad accreditare un finale di manifestazione sempre più interessante.

La coetanea Gabriella Da Silva Fick prima e la lettone Daniela Vismane poi, tanto per fare qualche nome, le avversarie capitolate sotto i colpi della giovane Elisabetta fino all’epilogo della prestigiosa manifestazione. Semifinale dibattuta in due ore e dodici minuti, chiusa con il punteggio di 4 – 6, 6 – 3, 7 – 6, con il rimpianto di aver gettato al vento ben due match point, con il servizio a disposizione sul 5 – 4 e 6 – 5.

Il sogno, dunque, svanisce in un risveglio che ora rende amara l’attualità della teenagers. Se invece si analizza lucidamente il felice rapporto dato dalla giovane età della tennista in considerazione al performante curriculum sino ad oggi accumulato, non si  può di certo che sorridere gettando lo sguardo prospettico su quella che senza dubbio sarà la carriera futura, da seguire dunque con particolare interesse.

Paolo Gaudenzi


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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