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Angelo Ferracuti e la letteratura
di vita, di lotte e di sangue

PORTO SAN GIORGIO - Domenica 4 febbraio, a partire dalle ore 18 la Csa Officina Trenino, presentazione del libro dello scrittore fermano “Addio, il romanzo della fine del lavoro”
giovedì 1 Feb 2018 - Ore 10:21
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È in programma domenica 4 febbraio, a partire dalle ore 18, la presentazione del libro dello scrittore fermano Angelo Ferracuti “Addio, il romanzo della fine del lavoro”, edito da Chiarelettere. Ad ospitare l’evento il Csa Officina Trenino, sito in Viale della vittoria 211 a Porto San Giorgio, davanti alle sede del Municipio. Dalle ore 20 è previsto un aperitivo.

“Addio” è un romanzo unico sulla nostra identità perduta, sul lavoro come valore fondante che rinnova una tradizione che sembrava ormai persa, quella di una letteratura civile che racconta la vita, le lotte e il sangue versato dai lavoratori.

Ferracuti, non nuovo al genere del romanzo-verità in presa diretta sulla società in cambiamento, ambienta il libro in una zona della Sardegna che in passato dava lavoro a migliaia di persone e che adesso è praticamente abbandonata. Siamo nel Sulcis-Iglesiente, terra di miniere e dell’epica operaia, e ora provincia più povera d’Europa con i suoi 30.000 disoccupati su 130.000 abitanti e 40.000 pensionati spesso usciti dal mondo del lavoro dopo aver contratto malattie terribili come la silicosi.

Ecco la crisi di un mondo in disfacimento, legata a un modello di organizzazione del lavoro novecentesco e ormai ossidato come il ferro dei castelli degli ascensori abbandonati di Carbonia.

Ferracuti viaggia tra queste terre avvelenate e incontra una popolazione vinta, malata, povera ma piena di dignità, in una condizione che riassume tutte le contraddizioni del presente, come quella tra salute e lavoro, mentre le multinazionali dell’alluminio delocalizzano in Islanda e in Arabia Saudita. Qui è finito il Novecento ed è iniziato non si sa che cosa. Rimane la nostalgia e un buco nero a tratti rischiarato dall’assistenza dello Stato che tutti aspettano come unica salvezza.


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