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“Nonno Gino che salvò 800 ebrei”:
Belmonte ricorda il grande Bartali

EVENTI - Al ciclista verranno dedicate una mostra fotografica, l'intitolazione del belvedere, la presentazione di un libro e uno spettacolo teatrale con l’attrice bergamasca Federica Molteni. Saranno presenti le nipoti Gioia e Stella
giovedì 1 febbraio 2018 - Ore 09:03
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Sabato 3 febbraio sarà una giornata storica per Belmonte Piceno. Sarà ricordato, infatti, Gino Bartali, come campione sportivo e come Giusto tra le Nazioni, con una serie di eventi studiati ad hoc. Si comincia alle ore 20, al teatro comunale, con l’inaugurazione della mostra fotografica curata da Ugo Sesto Pallotti, che ha messo insieme foto di Bartali risalenti agli anni Cinquanta quando il ciclista toscano era protagonista, con Fausto Coppi, della celebre corsa Gran Premio del Lavoro che aveva sede di partenza e arrivo proprio a Belmonte.

Seguirà, alle ore 21, l’intitolazione del belvedere del centro storico a “Bartali e Coppi”.

Alle 21.15, trasferimento in teatro con la testimonianza di Gioia e Stella Bartali, nipoti di Gino Bartali, e con la presentazione del libro “Carezze ai confini del mondo”, scritto dalla professoressa Irene Miconi e tratto dalla storia vera risalente agli anni ’40, quando Gino Bartali salvò la vita a Giovanni Ferretti, soldato di Mogliano di Macerata, in fuga dai lager nazisti.

Alle ore 21.45, sul palco del teatro di Belmonte Piceno andrà in scena in anteprima regionale lo spettacolo “Gino Bartali, eroe silenzioso”: protagonista l’attrice bergamasca Federica Molteni.

Nel 2013, Bartali è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem, il memoriale israeliano delle vittime dell’Olocausto, per aver salvato centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra mondiale. “Le medaglie sportive te le attaccano sulle maglie e poi splenderanno in qualche museo – ricordava Bartali –. Quelle guadagnate nel fare il bene si attaccano sull’anima e splenderanno altrove”. Bartali, a soli ventiquattro anni, incarna il ciclismo eroico degli anni ’30-‘40. Protagonista assoluto, ha un grande sogno: vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno. Ma la storia, incarnata nel Fascismo, entra prepotentemente a cambiare per sempre la sua carriera: la sua vita sportiva viene piegata ai voleri e alle mire del Duce, che vede in Gino Bartali l’ambasciatore azzurro del fascismo nel mondo… Ma Bartali non ci sta, ed è qui che inizia la pagina meno nota della vita di Ginettaccio, che aderisce come staffetta alla rete clandestina organizzata dall’arcivescovo di Firenze, Elia Dalla Costa. Una corsa giusta, nella speranza che il mondo cambi e ritrovi il suo senso. E allora, ecco i viaggi giornalieri Firenze-Assisi-Firenze, in sella alla sua bicicletta da corsa, per trasportare documenti falsi utili a dare una nuova identità agli ebrei italiani. Ne salvò 800. Lo spettacolo narra questa storia in maniera appassionante e approfondita. Una storia che Bartali ha sempre tenuto nascosta, perché, ripeteva lui, il bene lo si deve fare ma non lo si deve dire, che se lo dici si sciupa. Lo spettacolo è tratto dal libro ‘La corsa giusta’ di Antonio Ferrara”. La regia è di Carmen Pellegrinelli; Michele Eynard firma la scenografia. Le foto di scena sono curate da Andrea Crupi; produzione di Luna e Gnac Teatro.

Lo spettacolo è una tappa del Festival BaT (Belmonte ama il Teatro), organizzato dal Comune e dall’associazione Progetto Musical, con la direzione artistica di Manu Latini. Prevendita a gonfie vele, con una trentina di biglietti ancora disponibili (tel. 339.3706029).


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