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«Oggi si parte, serve un sindaco
che viva la città», Felicioni punta
sulle scelte partecipate

PORTO SANT'ELPIDIO - Il candidato sindaco si è presentato, ieri sera, alla città a villa Baruchello. Dalle critiche al primo cittadino uscente ai progetti per la città. Critiche sui nodi della città e progetti su turismo, commercio, sociale e sicurezza dove spunta l'idea di "reparti interregionali e più sinergia con Sant'Elpidio a Mare
venerdì 2 Febbraio 2018 - Ore 08:19
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“Oggi parte tutto e siamo tantissimi. Il sindaco non è uno di noi”. Alessandro Felicioni fa il pienone a Villa Baruchello e lancia la sua corsa verso la fascia tricolore. Trabocca la sala convegni a Porto Sant’Elpidio per la prima uscita pubblica del candidato civico. Look casual, giacca e camicia fuori dai pantaloni, il figlio che lo ascolta in prima fila, il leader del Laboratorio civico presenta la sua idea di città davanti ad una platea numerosa, tra cui non mancano esponenti politici da destra a sinistra. Dal lancio all’antivigilia di Natale, molto si è già mosso e ci sarebbero adesioni per completare almeno tre liste. “Abbiamo ricevuto la disponibilità di oltre 40 persone – fa sapere Felicioni – dopo le elezioni politiche andremo a selezionare chi vuole far parte del progetto ed a compilare le liste”. Nelle prossime settimane partiranno assemblee nei quartieri ed incontri a tema.

Secondo il candidato sindaco, una delle priorità è “risolvere il degrado generalizzato, l’assenza di decoro che è la madre di tutti i mali. L’incuria non solo dei luoghi, ma anche sociale. Quello che è mancato in questi anni è stata la presenza dell’amministrazione, non si è sentita la disponibilità ad ascoltare e cercare di risolvere i problemi. Sento rabbia nell’aria, ma anche frustrazione“. Cita Platone: “Il prezzo pagato dalla brava gente che non si interessa di politica è essere amministrati da persone non all’altezza. La politica non può essere trampolino di lancio per la propria carriera. Oggi il sindaco non è uno di noi“.

Sui nodi più annosi della città, ex Fim, cineteatro Gigli ed erosione costiera, Felicioni assegna a ciascuno una definizione: la farsa, il regalo e la vergogna. La farsa è la Fim. “Come faccio a spiegare a qualcuno che dal 1989 si è operato con la conseguenza che oggi non si possa far nulla per evitare quello che sta accadendo?”. Sul Gigli, “senza entrare nel dettaglio di una vicenda complessa, l’impressione è che si sia fatto tutto nel momento in cui lo ha voluto il privato. Ci siamo venduti un accordo senza garanzie”. Sull’erosione ricorda come “nel 2000 nei piani della costa si disse che non esisteva alcun problema di erosione a Porto Sant’Elpidio. Forse qualcosa si è sbagliato, sono stati alterati degli equilibri”.

Cinque i punti del metodo Felicioni: “partecipazione dei cittadini nella fase preliminare dei processi decisionali, trasparenza nelle scelte, identità unitaria del paese, più coinvolgimento di associazioni e quartieri, collaborazione con i comuni limitrofi”.

Il civico torna sui temi degli accertamenti Imu su ex Fim e piattaforma petrolifera, poi tocca l’emergenza sicurezza, auspicando “una città più curata in ogni aspetto, che cacci indietro chi pensa di trovare terreno fertile per delinquere“. Ipotizza la soluzione di reparti interregionali per effettuare dei pattugliamenti ed una maggiore sinergia col comune di Sant’Elpidio a Mare.

Sul turismo, “meno eventi, ma più qualità e soprattutto più coinvolgimento dei villaggi turistici. Ribadisco il no alla tassa di soggiorno, in questa fase sarebbe solo controproducente”. Sulla crisi industriale, parola d’ordine riconvertire, “e il Comune ha gli strumenti per avere voce in capitolo in questo processo”.

Capitolo commercio, più attenzione al centro città, più concertazione con gli esercenti, riqualificazione delle ville comunali. Non manca un accenno al sociale con la volontà di investire sulla formazione continua per arginare la disoccupazione.

Per chiudere, “perchè scegliere noi e non loro?” si chiede il candidato del Laboratorio civico. “Quello che non ci è piaciuto di chi ci ha amministrato è la totale mancanza di empatia. Un sindaco che ha vissuto la città solo sulla carta, un autoritarismo e la mancanza di condivisione e trasparenza. Quando trovi atteggiamenti così rigidi, è fisiologico che sorgano dubbi sul corretto operato di chi governa. Noi diciamo che le nostre decisioni potranno non piacere, ma saremo pronti a spiegarle ai cittadini, in modo che non rimangano ombre. Diciamo di scegliere noi perché non abbiamo logiche di partito alle spalle, e neanche future. Non abbiamo alcun interesse, se non l’ambizione di costruire una città migliore”.

p.pier.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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2 commenti

  1. 1
    Roberto Lattanzi il 2 Febbraio 2018 alle 11:54

    Non esistono i civici. Nessuno è veramente civico e non credo sia la soluzione.

  2. 2
    Milena Corradini il 2 Febbraio 2018 alle 12:07

    Esistono eccome i civici ! Sono quelli che non fanno parte di alcun partito e che NON HANNO MAI AVUTO UNA TESSERA DI PARTITO. Solo queste persone possono dirsi CIVICI. Tutti gli altri no.
    Se Alessandro Felicioni si piegherà a legarsi a qualunque partito avrà ragione lei signor Lattanzi, altrimenti no.

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