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Montepacini scommette sulle cassette:
“Da consumatori a coproduttori,
accanto a disabili e migranti”

FERMO - Dodici le consegne previste per la prima fase, con dentro anche prodotti di aziende del territorio. Borraccini: "Ci stiamo organizzando su quella che sarà la produzione del periodo primaverile/estivo, anche recuperando terre mai coltivate"
domenica 4 Feb 2018 - Ore 15:16
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di Andrea Braconi

Se riusciremo a passare dalle prime 23 persone a 100-150, come ci auguriamo, riusciremo a dare forza al nostro progetto sociale”. È l’invito rivolto al territorio fermano da Marco Marchetti, portavoce della Fattoria Sociale delle ragazze e dei ragazzi di Montepacini, nel presentare il progetto Csa, strutturato sulla vendita di cassette contenenti ortaggi, uova, olio, prodotti della cooperativa Talea e di varie aziende del territorio.

Csa è l’acronimo di Community Supported Agriculture – afferma -, un gruppo di acquisto solidale dove ci sono persone che decidono di mettersi in gioco su questo progetto biologico ed etico di Montepacini. Si diventa membri intanto tesserandosi con la Fattoria Sociale: la quota è di 300 euro, di cui 50 per l’iscrizione e il resto per l’acquisto di dodici cassette con dentro le nostre verdure, le uova delle nostre galline ed altri prodotti provenienti da aziende che hanno sposato il progetto”.

La prima consegna è stata effettuata lo scorso 26 gennaio. “Andremo avanti fino alla seconda settimana di aprile – spiega Andrea Borracini -. Le consegne si faranno tutti i venerdì, con le cassette che si potranno ritirare direttamente oppure recapitate a domicilio. Il giovedì le famiglie che hanno prenotato potranno anche venire qui, fare pranzo con i ragazzi e conoscere la nostra fattoria. A ciò che abbiamo nell’orto nelle cassette aggiungiamo quello che ci da la cooperativa Talea, che gestisce 13 ettari di terreno qui a Fermo e altri 14 a Treia. Per le carni ci forniamo da Candido Capponi, per i formaggi da Fontegranne di Belmonte Piceno, l’olio lo produciamo noi da quando abbiamo preso un uliveto in comodato d’uso a Monterubbiano, mentre la frutta la recuperiamo in qualche frutteto. Poi c’è il miele di Paolo Albucci di Sant’Elpidio Morico, il vino di Nico Speranza ed il pane con grani antichi di 180Gradi. Nel corso dei mesi alterneremo i vari prodotti”.

Basse erano le aspettative per questa prima fase. “Invece siamo rimasti sorpresi dalla prima risposta – prosegue Borracini – e da metà febbraio promuoveremo già la partecipazione al Csa estivo, che andrà da giugno a settembre. Insieme ai ragazzi ci stiamo organizzando su quella che sarà la produzione del periodo primaverile/estivo, anche recuperando terre mai coltivate. L’obiettivo è aumentare la produzione della fattoria, che andrà a riempire le cassette”.

Cassette che sono state pitturate dai ragazzi, i veri protagonisti di questa iniziativa. “Il progetto Montepacini è articolato sulla collaborazione tra diversi soggetti – spiega Marchetti – come il Comune di Fermo, la Talea, la Cooss Marche, che gestisce il centro educativo riabilitativo con 16 disabili, e la Fattoria Sociale delle ragazze e dei ragazzi di Montepacini, che è il filo rosso che le tiene insieme tutte. Si tratta di un’associazione di volontari, persone che hanno deciso di dedicare una parte del loro tempo su questo progetto”.

Marchetti torna sul Csa, per rimarcare come non si tratti di un’operazione di mercato qualunque. “Diventare membri significa coinvolgersi, da consumatori si può diventare coproduttori. A chi si avvicina, quindi, chiediamo di vivere la nostra realtà, di conoscerla a fondo e di immergersi in un’attività di lavoro collettivo. Siamo anche impegnati sulla salvaguardia di semi antichi e rari, c’è un grande fermento ma la base è la volontà di assicurare un futuro a disabili, persone svantaggiate, titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo. È un’operazione a carattere sociale, nella quale tutti sono coinvolti. Non siamo un negozio di generi alimentari, ma se partecipi sostieni Montepacini, che è biologico, etico, salutare e con prodotti freschi di stagione”.

Oltre a Borraccini, che Marchetti definisce “il nostro sociologo contadino”, è significativa la presenza di Gibril, titolare di protezione internazionale, inserito con un progetto di Garanzia Giovani. “Progetto che vorremmo trasformare in un rapporto di lavoro” ribadisce Marchetti.

Ringrazio tutti perché mi hanno fatto entrare qua, dove mi trovo molto bene – è il commento di Gibril -. Il lavoro qui mi piace e sto bene con tutta l’equipe”.

“L’obiettivo iniziale è di rendere le giornate di questi ragazzi uguali a quelle di tutti gli altri – prosegue il presidente Vittorio Cognigni – facendoli partecipare all’orto e alla cura degli animali. E i ragazzi devono essere sempre al centro di tutti i nostri progetti. Certo, ci sono sempre meno risorse da parte degli enti preposti, ma noi abbiamo deciso di farci forza insieme”.

Altra esperienza che da il senso a tutto il progetto è quella di Candido Capponi, padre di Davide, che qui lavora da 4 mesi. “Prima Davide era in un negozio di fiori, ma non era più contento. Oggi invece è felice ed è sempre il primo ad arrivare. Di questo voglio ringraziare tutti, Marco, Andrea e Vittorio, perché Davide ha cambiato vita. Anche a casa è diverso, la sera va a dormire alle 9 perché la mattina deve alzarsi per andare a lavorare. Sì, oggi facciamo parte di una bella famiglia. E aggiungo che Davide anche il bomber della nostra squadra”.

Una squadra, quella del Soccer Dream Montepacini, che è diventata un esempio concreto non solo per migliorare il benessere dei ragazzi ma anche per la costruzione di relazioni. “Quest’anno andremo a fare il campionato nazionale di quarta categoria – ha annunciato Michele Cappella -. Speriamo bene con i risultati e spero soprattutto che i giocatori si comportino bene”.

 


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