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Giorno del Ricordo, la Casa della Memoria
e il rifiuto di ideologie totalitarie e del razzismo

SERVIGLIANO - Iniziativa in programma venerdì 9 febbraio alle ore 9.30 con relatrice la dottoressa Noemi Torrenti. L’introduzione storica sarà curata da Giordano Viozzi, presidente della Casa della Memoria
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Il 10 febbraio è stato dichiarato dal Parlamento italiano il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e della grande tragedia dei profughi giuliano-dalmati. Oltre 350.000 persone furono costrette all’esodo, a lasciare case e beni, per sfuggire alle persecuzioni e alla pulizia etnica ad opera delle truppe comuniste capeggiate dal Maresciallo Tito. Dal 1945 al 1955, oltre 40.000 profughi vennero ospitati nel Centro raccolta profughi di Servigliano. Chi per pochi giorni, chi per anni: all’interno delle mura del campo di Servigliano trovarono riparo e ospitalità migliaia di famiglie.

Venerdì 9 febbraio, alle ore 9.30, la Casa della Memoria di Servigliano in occasione del Giorno del Ricordo ospita un convegno che vedrà come relatrice la dottoressa Noemi Torrenti. L’evento avrà luogo nella sede della Casa della Memoria (nell’ex stazione ferroviaria). Dopo l’introduzione storica di Giordano Viozzi, presidente della Casa della Memoria, la dottoressa Torrenti presenterà la sua ricerca sul sistema scolastico all’interno del Centro raccolta profughi di Servigliano. Uno studio inedito, divenuto tesi di laurea. La Torrenti si focalizzerà su come i bambini studiavano, su quali erano le interazioni con i coetanei locali e su come veniva organizzato lo studio per giovanissimi che potevano sì restare anni all’interno del Campo, ma che spesso restavano solo pochi mesi o giorni, vanificando così una vera e propria pianificazione di studi. Il convegno è aperto a tutti e vedrà tra i partecipanti gli studenti delle classi terze della scuola media di Servigliano.

“La Casa della Memoria – spiega il direttore scientifico, il prof. Paolo Giunta La Spada – è da anni impegnata nella ricerca storica, nelle attività formative con studenti e docenti, nell’educazione alla pace. Per questo il Giorno del Ricordo è un’importante occasione di riflessione: il campo di Servigliano, con la ex-stazione ferroviaria, oggi Casa della Memoria, è un luogo dove si sono consumate le grandi tragedie italiane del Novecento inclusa l’ospitalità resa ai profughi giuliano-dalmati dopo il loro drammatico esodo. Si deve mostrare alle giovani generazioni quali conseguenze terribili rechino le guerre, e quanto sia necessario sviluppare ogni giorno, e in ognuno di noi, il rifiuto delle ideologie totalitarie e di ogni razzismo”.


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