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Tassa di soggiorno, Fratelli d’Italia:
“Rischia di diminuire ancora
di più l’appetibilità del territorio”

PORTO SANT'ELPIDIO - Marcotulli e Balestrieri: "La tassa di soggiorno si configurerebbe più come una tassa sugli operatori piuttosto che un contributo allo sviluppo turistico, a maggior ragione se i proventi non venissero interamente reinvestiti per il turismo stesso ma bensì per altri capitoli di spesa"
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“La tassa di soggiorno a Porto Sant’Elpidio rischia di diminuire ancora di più l’appetibilità del nostro territorio, rispetto a Civitanova e Porto San Giorgio che hanno scelto di non adottarla, questo il campanello d’allarme che il gruppo Fratelli d’Italia rilancia”. Cosi Giorgio Marcotulli e Andrea Balestrieri di Fratelli d’Italia in merito alla tassa turistica.

“Questa amministrazione – spiegano –  in cinque anni non ha saputo attuare investimenti strutturali sul turismo, se non letteralmente buttare 1 milione di euro dei cittadini per la manutenzione della costa senza ottenerne nulla, abbiamo un territorio che di fatto non è di supporto alle strutture ma anzi le penalizza. Chi sceglie la nostra città in luogo delle vicine località turistiche, di certo non lo fa per il programma dell’estate che ogni anno l’amministrazione propone ma bensì per l’efficienza delle nostre strutture ricettive che di fatto hanno saputo investire per creare un’offerta turistica di livello ma comunque concorrenziale che inevitabilmente tiene conto e subisce della oggettiva mancanza di supporto infrastrutturale da parte di chi governa e ha governato la nostra città fino a oggi. Per questo la tassa di soggiorno, a queste condizioni, si configurerebbe più come una tassa sugli operatori piuttosto che un contributo allo sviluppo turistico, a maggior ragione se i proventi non venissero interamente reinvestiti per il turismo stesso ma bensì per altri capitoli di spesa”.

Giorgio Marcotulli sottolinea: “Serve un piano a lungo termine con azioni concrete e immediate, progetti economico-commerciali di rilancio che siano di concreto supporto al settore turistico, oltre a un piano intercomunale che sappia creare un’offerta turistica completa a 360°. Una diversificazione dei servi e dei prodotti, ove le singole caratteristiche possano essere motivo di scelta all’interno di un panorama più unico che raro quale quello che caratterizza la nostra fascia costiera Lancio la mia contro proposta, la prossima amministrazione investa ogni anno 1 € per ogni cittadini che viene a Porto Sant’Elpidio in un fondo per lo sviluppo e la crescita, creando un piano che sia definito di concerto con le associazioni di categoria e gli operatori, e solo dopo che le infrastrutture e il piano turistico siano diventatati un valore aggiunto, solo allora si potrà pensare a valutare una tassa per ulteriormente sviluppare il settore”.

Balestrieri aggiunge: ” Se l’amministrazione andrà verso questa scelta potrebbe creare una diminuzione nelle prenotazioni perché la gente prenoterebbe nelle città vicine; un calo di tutti i servizi e anche degli acquisti. Può sembrare paradossale dire tutto ciò, ma tutte le piccole realtà che hanno inserito la tassa di soggiorno hanno sempre avuto questo a che fare con problemi come questi. Concludo quindi invitando l’amministrazione comunale a ritornare sulle sue decisioni. La nostra città ha bisogno di ben altro e non di ulteriori tasse”


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