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Pocket money in ritardo:
protestano i migranti,
carabinieri al residence Nazionale

PORTO SANT'ELPIDIO - Protesta rapidamente rientrata questa mattina da parte di un gruppo di immigrati al centro gestito dalla cooperativa Gestione Orizzonti, da alcune settimane non vengono erogati i pocket money. Sul posto anche il consigliere della Lega, Giorgio Famiglini
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di P.Pier.

Non arrivano i pocket money e scatta la protesta tra i migranti. Attimi di tensione, rapidamente rientrata, questa mattina al Residence Nazionale di Porto Sant’Elpidio, struttura alberghiera che da tempo accoglie decine di persone, provenienti da diversi Paesi africani ed asiatici, sotto la supervisione della cooperativa Gestione Orizzonti. Gli ospiti della struttura hanno manifestato il loro disappunto per i ritardi nell’erogazione delle somme che gli vengono corrisposte quotidianamente. Cifre intorno ai 2,5-3 euro al giorno, una sorta di piccola diaria che viene messa a disposizione degli ospiti per minime spese. Soldi che ritarderebbero da circa un mese e che hanno scatenato le lamentele. Gli animi si sono scaldati al punto da richiedere, precauzionalmente, l’intervento di una pattuglia dei carabinieri della locale stazione. La rivolta è stata sedata dai militari senza particolari problemi.

Minimizza sull’accaduto il responsabile del centro, Michele Cristinzio: “Non è successo nulla di grave, stamattina si è accesa una discussione, dovuta a ritardi nell’erogazione dei pocket money. La protesta, se così possiamo chiamarla, è rapidamente rientrata e la situazione è sotto controllo. Ad oggi al Residence Nazionale abbiamo 74 migranti, circa un terzo di loro ha trovato lavoro”. La cooperativa lo scorso anno, con la collaborazione di alcune associazioni locali, aveva promosso un incontro pubblico per favorire il dialogo tra gli ospiti del centro di accoglienza e la popolazione, al fine di superare diffidenze e timori e di favorire l’integrazione, e l’inserimento lavorativo, degli immigrati.

Al Residence si è trovato stamattina anche il consigliere comunale e provinciale della Lega Giorgio Famiglini, che vedendo una pattuglia delle forze dell’ordine sul posto si è fermato ed ha fatto visita alla struttura. “Ho avuto modo di parlare con gli operatori della cooperativa – nota il consigliere – Mi hanno assicurato che non sia successo nulla, ma se sono dovuti intervenire i carabinieri presumo che la situazione non fosse così tranquilla. Mi si accuserà di demagogia, ma conosco famiglie che rischiano gli vengano bloccati i contatori perchè non riescono a pagare le bollette di luce e gas, gente che deve mantenere una famiglia e pur lavorando non arriva a fine mese o persone che si trovano in grave difficoltà perchè da mesi non ricevono dei pagamenti per il lavoro svolto. Qui abbiamo persone che vivono con vitto e alloggio garantiti e protestano perchè per qualche settimana non gli vengono dati soldi in tasca”.


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