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LineaPelle, Confindustria:
“Confermati i buyer stranieri e la Russia
torna ad essere un obiettivo”

CONFINDUSTRIA - Le voci degli imprenditori fermani tra fibbie e suole. Sono stati ventimila i visitatori, da 109 Paesi, nella tre giorni che ha impegnato 1254 espositori da 44 Paesi
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“Il ritorno da Lineapelle per gli imprenditori – il punto di Confindustria – è motivo di riflessione per affrontare i prossimi mesi. La conferma dei buyer stranieri, il mercato russo che torna un obiettivo, le produzioni che hanno riscontrato il pieno interesse del mercato. Sono stati ventimila i visitatori, da 109 Paesi, nella tre giorni che ha impegnato 1254 espositori da 44 Paesi. Crescono i buyer francesi, +6%, calano quelli cinesi, -30%, a causa del concomitante Capodanno.
Anche nel settore bambino, dove opera la Tsm di Rapagnano che lavora per il 70% con l’estero: “In questo settore il fattore chiave è il prezzo, che permette di fare volumi. Poi ci sono i colori, la flessibilità e anche la leggerezza. Per fortuna, è tornata un’attenzione sulla qualità, che ci rende più competitivi rispetto ai produttori orientali. È importante far comprendere che una buona suola diventa un fattore per la corretta postura”.
Il ruolo della suola torna spesso tra i padiglioni della fiera di Milano e non potrebbe essere diversamente visto che gli accessoristi che circa il 40% degli espositori. C’è chi le fornisce complete, di tacchetti e finiture, chi semplici, dipende dalla tipologia del cliente finale, che sia un grande gruppo, una griffe o un piccolo calzaturificio. “È sulla suola che si monta la scarpa. In un settore che guarda sempre più al prezzo, i modi per limare il prodotto sono tanti. Sempre mantenendo la qualità. Noi presentiamo campioni al loro top, al livello migliore di finiture, con fascette di cuoio e quant’altro. Poi abbiamo la possibilità di intervenire, togliendo o modificando parti del prodotto (che non sono 50 come erroneamente scritto ieri) così come fa un calzaturiero quando deve poi realizzare la scarpa che va in negozio” precisa Martellini dell’Italtacco.
Quando si pensa a una scarpa, si guarda anche ai dettagli, come ad esempio le fibbie che la ditta Fermani&Giacomozzi producono a Monte Vidon Corrado: “Sono una cinquantina i nuovi modelli portati in fiera, che si aggiungo a quelli consolidati. Partendo dallo Zamak, sono poi tante le diversificazioni, dall’ottone all’alluminio fino alle microfusioni di oro e argento. Lavorando con molte griffe, abbiamo anche linee mirate che ci vengono fornite su bozza e poi noi realizziamo in 3D. Sarebbe importante veder riconosciuto il marchio made in Italy, che è il nostro valore aggiunto nei confronti della Cina che produce low cost e senza i nostri controlli”.
Per molti imprenditori, appena rientrati, è già tempo di rifare le valigie. Nel giro di poche settimane Spagna e Hong Kong saranno le prossime mete per giocare da protagonisti in due mercati chiave”.


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