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Volantinaggio davanti al Murri, Potere al Popolo chiede una sanità pubblica diversa

POLITICA - Appuntamento lunedì davanti all'ospedale del capoluogo, martedì assemblea pubblica al Centro sociale “La Ragnatela” di Piane di Montegiorgio
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Lunedì 26 febbraio, alle 10, i candidati di Potere al Popolo Stefania Castellucci, Lucia Interlenghi e Daniele Rossini volantineranno davanti all’ospedale di Fermo. Martedì, invece, alle ore 21 al Centro sociale “La Ragnatela” di Piane di Montegiorgio, si terrà un’assemblea pubblica in cui si discuterà di sanità e degli altri punti del programma.

“Uno dei punti centrali del programma di Potere al Popolo è la redistribuzione della ricchezza – spiegano -: le risorse ci sono, ma sono concentrate in poche mani o bruciate in settori che non servono a garantire il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici. Per risollevare le condizioni di vita della popolazione, è in primo luogo fondamentale potenziare i servizi al cittadino a partire dalla sanità.

Il sistema sanitario nazionale soffre per carenza di risorse economiche e personale. La percentuale di PIL destinata alla spesa sanitaria è oggi inferiore alla soglia di rischio indicata dall’OMS e si procede verso ulteriori tagli. Al contrario, e su questo le altre forze politiche non dicono nulla o sono addirittura favorevoli, si va nella direzione di aumentare la percentuale di PIL da destinare al settore militare, come richiesto più volte dalla NATO. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: livelli assistenziali in caduta libera, lunghezza delle liste d’attesa in continua crescita, una conseguente diseguaglianza di accesso ai servizi.

Per questo Potere al Popolo si batte, tra le altre cose, per: il potenziamento della sanità pubblica e quindi dei servizi sanitari, anche attraverso la stabilizzazione del personale precario e nuove assunzioni; la garanzia dei livelli essenziali di assistenza erogati dal SSN e la loro omogeneità su tutto il territorio nazionale; l’eliminazione dei ticket sulle prestazioni sanitarie; il taglio drastico dei tempi di attesa; l’uscita del privato dal business dell’assistenza sanitaria; il blocco dei processi di ridimensionamento e chiusura degli ospedali e lo sviluppo di una rete capillare di centri di assistenza sanitaria e sociale di prossimità”.


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