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LETTERE AL DIRETTORE
La magia della neve
allo scoccare della Primavera

LETTERE - Sydhney Gasparroni, studente del 3° Informatica sezione B dell'ITT Montani di Fermo e residente a Porto Sant'Elpidio, ricorda la nevicata del febbraio 2012
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di Sydhney Gasparroni

Nonostante crei disagi, sia per veicoli e per il trasporto pubblico locale, costringendo i Comuni a chiudere le scuole di ogni ordine e grado (per la felicità anche di bambini e ragazzi), è da sempre risaputo che la neve è uno dei fenomeni meteorologici più belli, sia per la leggerezza in cui cade dal cielo, sia per i paesaggi mozzafiato che, posandosi su tutti gli oggetti, rende unici ed indimenticabili.

Un avvenimento chiamato “Adriatic Sea Effect Snow” (ripreso dall’americano Lake Effect Snow) che nella zona Adriatica, per l’appunto, non è da tutti gli inverni, anzi, è molto raro, ma che in particolari condizioni può rendere questa zona proprio la più favorita consentendo anche accumuli soddisfacenti.

E’ proprio il Mar Adriatico che in questi presupposti fa da carburante alle nuvole per gettare neve sulla costa, in alcuni casi può formarsi anche un “temporale nevoso”, che è considerato sul podio come uno degli eventi estremamente rari, ma sicuramente davvero bello.

Vivere una nevicata è un privilegio, rende a dir poco felici e ti fa tornare bambino.

Ricordo il Febbraio del 2012 come se fosse ieri, per i 15 giorni di neve continua che li fecero passare alla storia come la nevicata del secolo.

Tutto iniziò in una serata di fine Gennaio, quando nel bel mezzo del silenzio delle strade, fievoli fiocchi misti a pioggia iniziavano a scendere dal cielo, in maniera molto soave, quasi come se non avessero voglia.

Nel corso della nottata le cose non cambiarono molto, difatti la mattina successiva ancora non fu neve pura, però di già lo stupore cominciava a farsi avanti e con esso anche la curiosità.

Il bello doveva ancora venire, nell’aria già si faceva strada brezza ben più fredda ma al contempo pulita, sembrava di vivere in montagna.

Bastarono pochissime ore e la neve iniziò a scendere, la si riconosceva perfettamente guardando ad esempio i lampioni che, con l’effetto del buio intorno, poteva fare da contorno alla riuscita della visione.

Contemporaneamente a ciò, iniziavano a diffondersi le prime notizie delle varie chiusure delle istituzioni scolastiche in tutte le Marche (e non solo), piano piano, giorno per giorno, per un quantitativo che alla fine risultò davvero rilevante, come non si era mai visto prima di quel momento. Si parla di oltre 14/16 giorni persi, ma che, mestamente o felicemente, alla fine si sono volatilizzati.

Qualche centimetro, 5, 10, poi 15… non smetteva mai, anzi, più il tempo passava e più si accumulava neve. Automobili in giro oramai se ne vedevano veramente poche, l’ambiente era ovattato e si sentivano solamente le grida di gioia dei bambini che giocavano a tirar palle di neve o a far pupazzi.

Oramai era fatta, le città sembravano isolate le une dalle altre, non si distingueva più niente, tutto iniziava ad essere sepolto.

Intanto i giorni passavano e la prima decade di Febbraio si consumò, ma solo parlando in merito del calendario, perché la situazione meteo-climatica non mutò, anzi, dopo un paio di giorni in cui la neve si prese una pausa, ricominciò a cadere, in maniera più decisa.

Naturalmente la gioia dei più piccoli non può essere paragonabile, come la rabbia di chi non può muoversi di casa perché ha paura di mettersi per strada con la macchina quando c’è la neve.

Rabbia o no, in tutta la regione si ebbero fiocchi fino al 18 Febbraio. Ci vollero 2 settimane prima che la situazione tornò alla normalità e altrettanto tempo per far sciogliere la neve fino in alta collina.

A questo punto verrebbe da pensare che la comparsa della neve possa starci, ma entro un certo limite.

Ma è proprio perché non ci siamo abituati, che il tutto è reso più spettacolare, anche strano, se proprio vogliamo dirlo. Resta il fatto che non è usuale da noi, pertanto, quando arriva, possiamo fare un respiro e sopportare oppure goderselo in serenità.


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