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Elezioni, Potere al Popolo
a cena al centro sociale:
c’è anche Giorgio Montanini

FERMO - La cena si terrà giovedì alle 20,30 al centro sociale di Ete Caldarette. I candidati Castellucci, Interlenghi e Rossini: "Montanini, come tante altre personalità della cultura e dello spettacolo, sostiene Potere al Popolo. Chiediamo ai cittadini non solo il voto, ma anche e soprattutto di partecipare liberamente ad un movimento popolare per la costruzione di un’alternativa sociale, economica e politica"
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Uno degli ultimi appuntamenti della campagna elettorale del Comitato fermano di “Potere al Popolo” sarà la cena che si terrà giovedì primo marzo, dalle ore 20.30, presso il Centro sociale Caldarette Ete di Fermo. Saranno presenti i candidati, Giorgio Montanini, il quale, come tante altre personalità della cultura e dello spettacolo, sostiene “Potere al Popolo”, e – si legge nella nota di Stefania Castellucci, candidata plurinominale Camera dei Deputati, Lucia Interlenghi, candidata uninominale Senato, e Daniele Rossini, candidato uninominale Camera dei Deputati – i militanti che hanno profuso le loro energie per far conoscere questo progetto politico, l’unica reale novità nello scenario politico italiano.

Siamo lavoratori, disoccupati, studenti, pensionati, il cui impegno nasce da un profondo senso del dovere, quello di cambiare radicalmente questo Paese. Noi non vogliamo semplicemente amministrare l’esistente, come intendono fare gli altri partiti. Noi non ci rassegniamo alle profonde disparità sociali ed economiche dell’Italia di oggi, alle logiche antipopolari dell’Unione Europea e a quelle guerrafondaie della Nato, alla perdita continua dei diritti di chi lavora, all’impossibilità per i giovani di progettare il proprio futuro. Non ci rassegniamo all’idea che, per risolvere i problemi economici o, per meglio dire, per favorire il profitto privato, debba essere demolito lo Stato sociale, e cioè la sanità, la scuola, i servizi pubblici locali e, in poche parole, tutto quello che è importante per garantire al popolo, ai lavoratori, una vita degna di essere vissuta.

Giorgio Montanini

Noi vogliamo che il lavoro non sia sinonimo di sfruttamento e di arricchimento privato. Vogliamo al contrario costruire una società in cui la ricchezza prodotta dai lavoratori non arricchisca pochi grandi imprenditori e banchieri, azionisti e amministratori delegati, bensì torni ai lavoratori stessi sotto forma di servizi sociali, sanitari, culturali, sportivi e così via. Perché si raggiunga questo nobile fine occorre innanzitutto che i lavoratori riacquistino quella dignità, sancita dalla Costituzione Italiana, persa in venti e più anni di leggi ingiuste che li hanno resi sempre più precari, deboli e sfruttati. Oggi sta passando l’idea che il lavoro bisogna elemosinarlo, rinunciando ai propri diritti, sottostando ai voleri di un padrone o di un’organizzazione malavitosa oppure entrando nella clientela di un grosso politico. Il lavoro è un diritto, non una forma di beneficenza, e come tale deve essere garantito dalla Repubblica e deve essere dignitoso e sicuro.

“Potere al Popolo” ha visto in queste settimane una grande partecipazione di gente che ha rifiutato la logica, seguita da un’altra parte della sinistra, di allearsi con i responsabili delle politiche inique degli ultimi vent’anni (i D’Alema e i Bersani) pur di riottenere qualche seggio in Parlamento. I nostri militanti stanno invece costruendo una proposta politica plurale, ancorata ai valori della Costituzione antifascista e destinata a proseguire dopo le elezioni, che pone al centro la dignità del lavoro e la piena occupazione, la sanità universale e gratuita, la redistribuzione della ricchezza, la drastica riduzione delle spese militari, la libertà d’insegnamento in una scuola pubblica non sottoposta ai voleri del Dirigente Scolastico, la solidarietà con gli immigrati per una lotta comune contro quelle classi dirigenti che sono le reali responsabili della crisi sociale ed economica che stiamo vivendo.

Noi di “Potere al Popolo” chiediamo ai cittadini non solo il voto, ma anche e soprattutto di partecipare liberamente ad un movimento popolare per la costruzione di un’alternativa sociale, economica e politica”.


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