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Potere al Popolo e il post sisma:
“Serve una ricostruzione
partecipata dai cittadini”

POLITICA - La nota di Stefania Castellucci, candidata capolista per Potere al Popolo al plurinominale per la Camera dei Deputati nelle province di Fermo, Macerata e Ascoli Piceno
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“In questi giorni la neve è tornata a scendere – come è naturale che sia – anche sui Sibillini colpiti dal terremoto del 2016, portando non poche difficoltà a chi ancora, coraggiosamente, resiste e vive in quelle terre”. Inizia così la nota di Stefania Castellucci, candidata capolista per Potere al Popolo al plurinominale per la Camera dei Deputati nelle province di Fermo, Macerata e Ascoli Piceno.

“Ad un anno e mezzo dall’inizio della sequenza sismica del Centro Italia risultano ormai evidenti due enormi problematiche relative al modo in cui il nostro Paese gestisce le calamità naturali: la prevenzione – praticamente inesistente – e l’improvvisazione.

Ad ogni evento naturale di grandi dimensioni viene immediatamente attribuita la definizione di emergenza e, di volta in volta, attuata una procedura decisa dal governo in carica in quel momento.

Si è pensato di poter gestire il tutto accentrando il potere e creando una macchina burocratica farraginosa, tra l’altro inizialmente concepita per un territorio molto più ristretto. Errani è stato nominato commissario sulla base dell’esperienza del sisma in Emilia Romagna, probabilmente anche per equilibri interni al PD, ma si è trovato a gestire l’emergenza in un territorio estremamente più vasto e con aree che hanno peculiarità economiche e sociali differenti non solo dall’Emilia, ma anche tra di loro.

E’ stata attuata una procedura che è risultata essere assolutamente inadeguata, con un susseguirsi eccessivo di ordinanze caotiche, complicate e prive di una sequenza logica, che hanno fatto sì che si accumulassero ritardi su ritardi.

Per questo, noi di Potere al Popolo, siamo convinti che debba diventare una priorità del governo un piano nazionale di riassetto idrogeologico e sismico del territorio, per mettere in sicurezza non solo le case, ma anche tutte i territori colpiti periodicamente da terremoti, alluvioni e frane.

Per quello che concerne il terremoto, nello specifico, riteniamo altresì necessario il superamento del concetto di emergenza dal punto di vista giuridico attraverso la creazione di un protocollo di intervento che sia valido per ogni evento sismico ed ovviamente modellabile in base alle peculiarità dei territori: un piano di gestione del sisma per i singoli comuni che definisca prima le eventuali procedure da attuare (se costruire le Sae, dove costruirle. ecc.), evitando così l’accentramento del potere decisionale in mano a chi non conosce le problematiche dei territori in questione, come invece è successo nel 2016.

Proponiamo quindi una ricostruzione realmente partecipata dai cittadini, attraverso anche la formazione e la consulenza, a carico dello Stato, alle imprese locali per far sì che rientrino nei requisiti necessari ad essere direttamente protagoniste nella ricostruzione; l’istituzione di un reddito di cratere, progressivo e legato al reddito reale dei soggetti, per far ripartire l’economia; una NO TAX area soltanto per i piccoli produttori, affiancata da un piano di sostegno economico ai piccoli allevatori, artigiani e agricoltori.

E’ essenziale riportare in queste zone non solo i turisti, ma i residenti che scelgono di viverci. E questo si può fare solo garantendo i servizi e creando le condizioni economiche per poter vivere dignitosamente, attuando anche politiche abitative pubbliche che incentivino le persone a spostarsi in quei luoghi.

Se tutto questo non verrà attuato, fra 20 anni ci troveremo i paesi-museo, tutti perfettamente ricostruiti, ma disabitati”.


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