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Il filo nascosto: le due facce dell’amore

Per gli appassionati di cinema, la recensione di Giuseppe Di Stefano
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Il Filo Nascosto” è la seconda collaborazione tra lo sceneggiatore e regista Paul Thomas Anderson e l’attore Daniel Day-Lewis, e probabilmente sarà l’ultima dal momento che Day-Lewis ha annunciato il suo ritiro in seguito a questa interpretazione. Non metto in dubbio la sincerità di questa dichiarazione, ma spero cambierà idea (dopotutto, Steven Soderbergh lo ha fatto): con un po’ di fortuna, potrebbe avere altre performance memorabili davanti a lui.

 

La precedente collaborazione di Anderson con Day-Lewis, “Il Petroliere”, è stata un quasi-capolavoro (per colpa dell’atto finale). Come quel film, “Il Filo Nascosto” è la storia di un uomo difficile e impegnativo: Reynolds Woodcock (Day-Lewis), un brillante ma irascibile sarto nella Londra degli anni ’50. Meticoloso e – come viene descritto nella pellicola – pignolo, vive e lavora in una grande villa-atelier con sua sorella Cyril (Lesley Manville) e una serie di muse necessarie ad ispirarlo, che vengono però “scartate” quando smettono di farlo.

In questo quadro, arriva un intruso: mentre fa una pausa in paese, Woodcock incontra Alma (Vicky Krieps), una cameriera dolce e senza pretese che si cimenta nell’impresa di memorizzare il suo ordine volutamente complicato. Reynlods la invita a cena, dopodiché la porta nel suo laboratorio e lì inizia a farle un vestito. La sua attenzione è seducente ma, al contempo, controllata e Alma inizia ad esserne attratta. Woodcock decide di portarla con lui a Londra dove diventerà una combinazione di musa e compagna.

 

La relazione è strana. Sebbene sia sicuramente carnale, il sesso è una preoccupazione secondaria. La maggior parte degli uomini desidera infatti maggiormente spogliarle, le donne, Reynolds desidera invece più vestirle. Alma è, per lui, quasi un manichino che parla. Lei tuttavia, a volte sottilmente e a volte direttamente, cerca di uscire dal ruolo che Woodcock le ha assegnato, malgrado lui abbia dalla sua parte ricchezza, fama e Cyril – mentre lei ha, dalla sua, solo l’infatuazione (presumibilmente temporanea) di Reynolds. Quello che segue è un duetto carico di complessità e mistero, con una sorpresa che difficilmente potrebbe provenire da un altro regista.

Candidato a 6 premi Oscar, “Il Filo Nascosto” analizza il potere all’interno di un rapporto di coppia, osserva l’influenza che ogni individuo ha (o non ha) su un altro individuo, esamina quel filo nascosto che lega le persone che si amano, fatto di esaltazioni e oppressioni, di passioni e dolori, di concessioni e rinunce, facendoci sentire forse un po’ masochisti, ma desiderosi a nostra volta di provare un’esperienza simile.

Giuseppe Di Stefano


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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