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Nuova programmazione per il Multiplex Super 8: arriva ‘Il Giustiziere della Notte’

CAMPIGLIONE DI FERMO - Tra le altre uscite 'Benevenuti a casa mia' Jean-Etienne Fougerole (Christian Clavier) è una figura di spicco della scena letteraria e mediatica francese. E' uno scrittore intellettuale, sposato con una ricca ereditiera che vive totalmente distaccata dalla realtà
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La settimana cinematografica al Super8 di Fermo inizia con Benevenuti a casa mia. Jean-Etienne Fougerole (Christian Clavier) è una figura di spicco della scena letteraria e mediatica francese. E’ uno scrittore intellettuale, sposato con una ricca ereditiera che vive totalmente distaccata dalla realtà. Durante un dibattito televisivo nel quale Fougerole promuove il suo nuovo romanzo, intitolato “Benvenuti a Casa Mia”, lo scrittore invita i ricchi e i benestanti ad accogliere nelle loro case i più bisognosi. Ma a un certo punto, il suo avversario lo sfida a mettere in pratica quello che suggerisce ai suoi lettori. In evidente imbarazzo, Fougerole accetta la sfida per non perdere la faccia. Ma quella stessa sera qualcuno bussa alla porta della sua suntuosa abitazione a Marnes-la Coquette. Da quel momento in poi le convinzioni della famiglia Fougerole saranno messe a dura prova!

Vengo anch’io, il film di Nuzzo Di Biase, è la storia di un aspirante suicida, di un’ex carcerata, di un ragazzo con la sindrome di Asperger e di una giovane atleta salentina.  Bastonati dalla vita, e stanchi di mettersi in gioco perché oramai assuefatti alla sconfitta, per uno strano scherzo del destino saranno costretti a intraprendere un viaggio insieme che li porterà a confrontarsi con il proprio passato, a lottare con i propri demoni e a uscire dalle proprie solitudini.  Una banale gara di canottaggio amatoriale li renderà un gruppo coeso, desideroso di un riscatto a tutti i costi. Per vincere bareranno e perderanno in malo modo, ma non sarà una vera sconfitta, perché intanto scopriranno di essere diventati una famiglia che è in grado di trasformare in successo la somma delle loro sconfitte individuali. Una singolare, eccentrica, ma invidiabile famiglia che tutti vorremmo avere come vicini di casa.

42 anni dopo l’uscita del primo e storico capitolo della serie diretta da Michael Winner, Il giustiziere della notte torna al cinema nel remake diretto da Eli Rothcon protagonista Bruce Willis.  Nel film, il dottor Paul Kersey (Willis) è un chirurgo che si rende conto della violenza che sta devastando Chicago solo quando le sue vittime entrano al pronto soccorso, fino a quando sua moglie (Elisabeth Shue) e sua figlia (Camila Morrone) non vengono aggredite nella loro bella casa in un quartiere residenziale. La polizia non riesce stare dietro a tutti i crimini che vengono commessi, e Paul, desideroso di vendetta, dà la caccia ai responsabili dell’aggressione per ottenere giustizia. Mentre il suo anonimo operato cattura l’attenzione dei media, la cittadinanza s’interroga su questo giustiziere: è un angelo custode o un altro aspetto della stessa violenza? Paul inizia a vivere una vita schizofrenica: un uomo che salva vite da un lato, che dà la morte dall’altro; un marito e padre affettuoso da un lato, un oscuro combattente contro il crimine dall’altro; un chirurgo che estrae proiettili dai corpi, e un vigilante che la polizia sta cercando d’individuare rapidamente.

Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte ci guida tra Parigi, New York, l’Olanda e la Germania, dove sono state organizzate quattro esposizioni per restituire dignità a tutti gli artisti che il regime nazista mise all’indice, disprezzò, condannò, sottrasse e fece scomparire, tra cui Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Henri Matisse, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky e Pablo Picasso.
Il film è un documentario-evento che racconta ciò che accadde proprio 80 anni fa, quando il regime nazista bandì la cosiddetta “arte degenerata” e organizzò a Monaco un’esposizione per condannarla e deriderla, insieme a una mostra per esaltare la “pura arte ariana”. Era “La Grande Esposizione di Arte Germanica” del 1937. Da quel momento esplose una razzia di opere d’arte nei musei dei territori occupati dal regime e nelle case private dei collezionisti. Si calcola che le opere sequestrate nei musei tedeschi siano state oltre 16.000 e che in tutta Europa superarono i 5 milioni. Attraverso interviste, testimonianze e preziosi materiali d’archivio, il film svolge l’importante funzione di ricostruire la storia di questo periodo storico-artistico e restituisce alla memoria opere che rischiavano di venire dimenticate.
Diretto da Claudio Poli, su soggetto di Didi Gnocchi e sceneggiatura di Sabina Fedeli e Arianna Marelli, il film vede la partecipazione straordinaria di Toni Servillo e la colonna sonora originale firmata da Remo Anzovino.

 

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