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Massacra di botte la sorella
riducendola in fin di vita:
fermato dai Carabinieri

CUPRA MARITTIMA - E' accusato di tentato omicidio dalla Procura della Repubblica di Fermo competente per territorio ed è stato condotto al carcere di Fermo
sabato 10 marzo 2018 - Ore 16:43
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La casa di Contrada San Michele dove la donna è stata ridotta in fin di vita dal fratello

Un agricoltore di 55 anni, è stato fermato a Cupra Marittima con l’accusa di aver ridotto in fin di vita la sorella di 58 anni colpendola alla testa con una spranga di ferro.  Il fratello ha massacrato di botte la donna al termine di un furibondo litigio avvenuto, sembra per motivi economici legati all’eredita, nel primo pomeriggio in una casa (disposta su due livelli) situata al civico 36 di contrada San Michele, una zona periferica di Cupra non lontana dall’autostrada A14. La casa è di fatto isolata, la più vicina si trova a circa 150 metri. Dalle prime indiscrezioni emerse, sembra che la discussione sia degenerata al punto tale che l’uomo si sia accanito con particolare ferocia sulla donna riducendola in fin di vita. La sorella si era recata nell’abitazione per un saluto al padre anziano.

L’allarme a chiamare il 112, in stato confusionale, è  stato lo stesso fratello autore del gesto. I soccorsi sono scattati immediati. Sono intervenute le ambulanze del 118 della Potes di Offida, i Vigili urbani di Cupra, i Carabinieri della locale Stazione ai quali si sono in breve aggiunti i colleghi della Compagnia di San Benedetto del Tronto. I sanitari hanno chiesto l’immediato intervento dell’eliambulanza, e “Marche Soccorso” ha inviato sul posto l’elisoccorso “Icaro 1” che si è levato in volo da Ancona raggiungendo Cupra in meno di venti minuti ed è atterrato in un campo a pochi metri dall’abitazione dove si era consumata la tragedia. Quindi il rientro ad Ancona con destinazione l’ospedale regionale di Torrette.

Nel frattempo sono stati i Carabinieri a mettere l’uomo in stato di fermo conducendolo nella caserma di San Benedetto. E’ accusato di tentato omicidio dalla Procura della Repubblica di Fermo competente per territorio ed è stato condotto al carcere di Fermo. I Carabinieri, con la propria squadra scientifica, hanno lavorato a lungo dentro l’abitazione per i rilievi.

 


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