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Il dopo voto di Potere al Popolo:
“Bene la disfatta del Pd,
lavoriamo per un nuovo fronte”

POLITICA - Lucia Interlenghi, Stefania Castellucci e Daniele Rossini fanno il punto sull'esito delle urne, in attesa dell'assemblea nazionale di domenica 18 marzo a Roma
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Passata la tornata elettorale, Potere al Popolo riprende il percorso intrapreso negli ultimi. E domenica 18 marzo a Roma è in programma un’assemblea nazionale alla quale prenderanno parte anche i candidati del Fermano Lucia Interlenghi, Stefania Castellucci e Daniele Rossini.

“Il risultato è maturato in soli tre mesi con un simbolo nuovo, senza mezzi economici e con pochissima visibilità – commentano -. Se da un lato la disfatta del Partito Democratico è un fatto estremamente positivo, in quanto gli elettori hanno voluto punire i principali responsabili delle politiche neoliberiste a servizio delle élite economiche, dall’altro non possiamo salutare con favore il voto in massa delle classi popolari verso la Lega, che ha cavalcato l’onda securitaria e verso il Movimento 5 Stelle, che presenta ancora troppe ambiguità.

La composizione del nuovo Parlamento è lo specchio di un Paese frammentato, sempre più povero, che individua negli ultimi e nella politica i colpevoli, e nel quale nessuno degli schieramenti vincenti ha avanzato una proposta politica complessiva che metta al centro le questioni del lavoro e della redistribuzione della ricchezza.

Le elezioni erano e restano per noi soltanto un mezzo, non un fine, per cui continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: attraverso le pratiche quotidiane e la partecipazione popolare, lavoreremo per la costruzione di un fronte politico e sociale che si opponga alla barbarie in atto, con un mercato del lavoro in rapida trasformazione e con l’accentuarsi delle disuguaglianze, proprio quando gli Stati nazionali perdono progressivamente autonomia in favore delle logiche di UE e mercati.

Ripartiamo dai metodi democratici e partecipativi che abbiamo sperimentato nella scelta delle candidature, tutte provenienti dagli ambiti di lotta nei temi del lavoro, dell’ambiente, del terremoto, della solidarietà; ripartiamo dall’entusiasmo via via crescente con cui abbiamo affrontato la campagna elettorale, indispensabile per un progetto di lungo termine che vuole rimettere al centro del dibattito la redistribuzione della ricchezza e il controllo popolare delle istituzioni.

Se i cittadini si organizzano, vigilano e propongono, si sviluppano quegli embrioni di coscienza ed autogoverno senza i quali la democrazia non si regge”.


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