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Ex Fim, duello in Consiglio:
“Da disastro a opportunità”
Per l’opposizione è un sogno impossibile

PORTO SANT'ELPIDIO - Tre ore di confronto in aula consiliare, l'accordo di programma per la riqualificazione dell'ex concimificio passa con 10 voti a favore e 4 contrari
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Di P.Pier.

“Da un disastro a un’opportunità”. E’ forse questa la frase cardine del Consiglio comunale di ieri sera a Porto Sant’Elpidio, in cui ha tenuto banco l’accordo di programma per la riqualificazione dell’ex Fim. Tre ore di dibattito serrato, due visioni opposte di città, tra una maggioranza che parla di “momento storico” e una minoranza che ritiene quel progetto “un sogno irrealizzabile”. Oltre ai politici ci sono i tecnici, in primo luogo l’architetto Filiberto Andreoli della Fima Engineering, lo studio a cui è stato affidato il progetto, ed il geologo Massimo Basili.

“E’ la prima volta che formalmente questo tema arriva in Consiglio comunale – rimarca il sindaco Nazareno Franchellucci, ripercorrendo tutte le tappe dell’interminabile storia Fim – I tempi sono stati lunghi, perchè durante la bonifica sono stati individuati valori e quantitativi diversi e questo ha richiesto una nuova caratterizzazione del piano e procedure complesse. Oggi con l’accordo di programma approviamo un piano complessivo dell’area e andiamo a modificare il Prg. Quella dal 2014 a oggi è storia di burocrazia e pareri, in cui vanno sottolineati due passaggi: la riduzione dei volumi nella trasformazione urbanistica, vista positivamente anche dalla Soprintendenza, e l’ampliamento dell’area da bonificare, che si è allargata allo spazio demaniale. La bonifica è divisa in 7 stralci e la priorità non poteva che essere l’intervento sulla spiaggia, che va riconsegnata prima possibile. Con quest’opera andiamo ad individuare delle scelte caratterizzanti per la città”.

L’architetto Andreoli ricorda la vecchia fabbrica, “una diga tra mare e città con 300.000 metri cubi di volumi – I nuovi edifici richiameranno la forma variegata che era della vecchia fabbrica. L’edificio cardine sarà la Cattedrale, le unità saranno simili a quelli del resto della città, non ci sono elementi particolarmente grandi, ad eccezione della piazza sul mare, forse solo Trieste ha qualcosa del genere”. L’architetto enuncia le cifre del progetto, gli ampi spazi verdi con una nuova pineta, i 9.200 mq di parcheggi pubblici, dalla viabilità, con la nuova strada parallela alla ferrovia, al sottopasso ferroviario. Sono 4.500 i metri quadri di commerciale, 5.000 di alberghiero alla Cattedrale, c’è una grande pineta ed anche nei pressi della Palazzina uffici sarà realizzata una piazza. Sul residenziale, 23.500 metri quadrati, l’architetto rimarca “l’alta efficienza energetica delle costruzioni, abitazioni ciascuna con le sue peculiarità. Parliamo di 2-3 piani fuori terra, sul versante della ferrovia si arriva al massimo a 4 piani. Saranno tra 200 e 230 appartamenti. Da quello che era un disastro si è creata un’opportunità, la piazza sul mare diventerà un luogo simbolo della città, uno spazio flessibile con la Catedrale come fondale. Abbiamo pensato ad un quartiere vivo tutto l’anno, non saranno appartamenti estivi e anche l’hotel dovrà avere la capacità di intercettare diverse forme di turismo, non di essere attivo solo d’estate. Pensiamo di offrire un quartiere di cui la città possa andar fiera”.

Gli interventi politici partono dal capogruppo Pd Aldo Acconcia, che parla di “momento storico per la città”, mentre Enzo Farina si chiede come mai “nessuno parli più della polizza fidejussoria ancora non versata per la bonifica. Leggo di altezze fino a 18 metri, non mi sembrano costruzioni poco impattanti”. Marco Fioschini del Movimento 5 stelle giudica il progetto come “un bellissimo sogno, ma dobbiamo tornare alla realtà. La bonifica non è neanche partita. In questa città non si riesce a mantenere un patrimonio come la pineta nord, chi gestirà un’area verde ancora più grande? Perchè non si è pensato a un’opera compensativa che salvaguardasse dall’erosione costiera? Questa è l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione che dimentica la partecipazione e il buon senso”. Per Simone Malavolta dei Popolari per P.S.Elpidio “nessuno dice che questo grande progetto si realizzerà subito, ma di certo rappresenta una grande opportunità per la città“. Andrea Balestrieri di Fratelli d’Italia ricorda “che la fidejussione bancaria ancora non è stata depositata, possiamo credere che la proprietà abbia la forza per realizzare un progetto del genere? Le opere compensative di cui si parla vengono scomputate dagli oneri di urbanizzazione, i privati non ci stanno regalando nulla”. Daniele Stacchietti del Pd critica la minoranza “che come sempre non offre il minimo contributo. Come si fa a proporre opere compensative per l’erosione costiera qando si sa che la competenza è regionale? O si dicono cose serie o è meglio non parlare”. Fioschini puntualizzerà poi che pensava alla soluzione dell’arretramento del lungomare come opera compensativa.

Il presidente del Consiglio comunale Vitaliano Romitelli si dice certo “che le garanzie economiche per la bonifica ci saranno. Stavolta non ci facciamo prendere in giro da nessuno. Il progetto di riqualificazione mi sembra eccellente”. Per Massimo Rocchi di Pse al centro “oggi è un giorno storico, approviamo un progetto unico nel centro Italia”. Secondo Sergio Ciarrocca di Impegno per Pse “dobbiamo pensare anche, in futuro, alle grandi opportunità di lavoro che verranno da questa riqualificazione”.

Il geologo Basili ammette “tempi lunghi, perchè si sono svolte almeno 12 conferenze dei servizi e il progetto di bonifica di fatto è dovuto ripartire da zero. Il costone sulla spiaggia da bonificare non sarà smaltito. Sarà macinato e se le analisi daranno riscontro favorevole sarà riutilizzabile come ghiaia”.
L’ultima parola al sindaco Franchellucci. “In nessuna parte d’Italia troverete una riqualificazione di un’area così ampia senza un accordo tra pubblico e privato. Come ha osservato l’architetto Andreoli, da un’area di degrado e di disastro ambientale nasce oggi un’opportunità. Porto Sant’Elpidio è una città giovane, ha solo 65 anni ed ha ancora una storia da scrivere. Sento ancora parlare di partecipazione, ma i cittadini vi hanno votato per dire la vostra e quando ne avete avuto la possibilità non lo avete fatto. Nessuno ha presentato osservazioni a questo piano. Chi si propone per governare non può solo dire: no e non mi piace. Quanto alla bonifica, questa operazione, lo dico per l’ennesima volta, ha una serie di garanzie concatenate. Non si può bonificare se non c’è la fidejussione, non si può iniziare a costruire se non si è finito di bonificare. D’altra parte, chi comprerebbe mai una casa su un terreno che non sia stato completamente disinquinato? Trent’anni fa chiudeva la Fim ed emergeva come quel sito fosse tra i più inquinati delle Marche. A 30 anni di distanza, abbiamo motivo di essere soddisfatti per un passaggio straordinario”.


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