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San Michele Terra,
Io Scelgo Fermo duro con Calcinaro:
“Piano già scaduto, approvazione illegittima”

POLITICA - Il gruppo di minoranza evidenzia come il ritardo nella modifica sia "riconducibile solo ed esclusivamente a Calcinaro che ha perso ben due anni per intervenire. Proporremo un ordine del giorno per la revoca in autotutela della deliberazione comunale, segnalando anche alla Provincia tutti i rilievi normativi e documentali"
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Acquisito il parere legale sulla lottizzazione di San Michele Terra, il gruppo consiliare Io Scelgo Fermo torna ad attaccare il sindaco Paolo Calcinaro. “Ora abbiamo capito il motivo di tanta reticenza – affermano in consiglieri di Io Scelgo Fermo guidati da Pasquale Zacheo – Vi è infatti la clamorosa conferma che il piano è scaduto il 14 gennaio 2018 e dunque non altrimenti modificabile. Il legale, infatti, aveva ben indicato la sola durata (10 anni) di validità del piano, ed aveva anche fornito i riferimenti normativi e documentali della decorrenza (decreto di approvazione del Presidente della Provincia del 15.01.2018) e della scadenza (art.16 L.1150/1942, al cui comma 5 si dice chiaramente che il piano non può avere una durata superiore ai dieci anni dalla data del decreto di approvazione)”.

Secondo la versione fornita dal gruppo di minoranza: “Emerge pure che Calcinaro aveva preso parte ad una riunione del Collegio di Vigilanza il 05 febbraio 2016. In quella circostanza, ancora a due anni dalla scadenza del piano, si era già ipotizzata una sua modifica che poteva certamente soddisfare le aspettative del privato. Appare quantomeno ovvio ora chiedere a Calcinaro, perché in ben due anni abbia dormito sulla questione. Ora ci viene a dire che è colpa di chi c’era prima e che il Comune stava rischiando di pagare diversi milioni di euro di danni. Ora è invece chiaro che le responsabilità politiche ed amministrative sono proprio di Calcinaro che, in ben due anni, non ha fatto nulla nonostante si fosse proposto a modificare il piano”.

Io Scelgo Fermo ribadisce inoltre come la responsabilità contabile sia soggettiva. “Chi, politico o dirigente, ha sbagliato deve rispondere personalmente e pagare. Un concetto che è certamente ben noto all’avvocato Calcinaro, che oggi invece viene a dirci che ha evitato un danno al Comune per colpa di altri, senza però nulla dire del suo ritardo e della inadeguatezza del sistema politico-amministrativo a lui facente capo”. Io Scelgo Fermo che sottolinea: “Il particolare fervore di Calcinaro nel presentare e far approvare la lottizzazione nonostante nel 2008 si fosse dichiarato apertamente contrario alla stessa, la mancata esibizione al Consiglio del parere legale, la totale esclusione dal piano delle strutture di pubblico interesse, l’arroganza di imporre l’accordo già fatto ai suoi consiglieri di maggioranza e a tutto il Consiglio, o ancora l’arroganza di sostenere che a dicembre ci doveva essere un’udienza al TAR nel corso della quale si doveva solo quantificare il danno da pagare dal Comune”.

I consiglieri di minoranza tirano quindi le loro conclusioni: “Il piano è scaduto, l’approvazione è illegittima, il ritardo nella modifica è riconducibile solo ed esclusivamente a Calcinaro che ha perso ben due anni per intervenire. Considerando nel suo complesso la delicata questione, che potrebbe avere rilievi non solo contabili, proporremo un ordine del giorno per la revoca in autotutela della deliberazione comunale, segnalando anche alla Provincia tutti i rilievi normativi e documentali”.


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