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Ferrante, difensore-goleador
per il pari sul FeralpiSalò

FERMANA - Dinamica che ha portato alla rete di pregevole fattura e prossimo impegno in casa del Vicenza. Il centrale di retroguardia affronta ambo i temi nel primo dei due giorni di riposo concessi da Flavio Destro alla truppa gialloblù
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FERMO – La sua rete fu decisiva lo scorso anno, il 2 aprile, sempre tra le mura amiche del Recchioni, contro una briosa Vis Pesaro, alle calcagna di quella Fermana che poi avrebbe compiuto il grande passo verso la C. Ieri, a distanza quasi esatta di un anno, il suo sacco riempito al 6′ del secondo tempo ha riacceso cuore, passione e grinta nei cuori gialloblù, dopo un primo tempo giostrato ottimamente ma sporcato dal gol verdazzurro di Rocca.

Edoardo Ferrante è stato il man of the match per i canarini, non solo per il suo prezioso sigillo dal peso d’oro ma, soprattutto, per la pregevole fattura di realizzazione che, da solo, vale il prezzo del biglietto. Alzi la mano chi, di fronte alla sua palombella, non abbia tremato o pensato alla follia di quel tiro. Eppure, la sfera è entrata, infilandosi in quell’angolino dove la manona di Caglioni non sarebbe mai arrivata.

“Sono sincero come in tutte le mie interviste – spiega il difensore abruzzese – . Il mio primo pensiero è stato: “Qui se perdo palla riprendiamo una di quelle ripartenze da strigliata del mister!”. Ho visto la palla che arrivava bene sui miei piedi, l’ho stoppata e ho pensato subito a tirare. In allenamento ogni tanto mi diverto a tirare da fuori; ieri ci ho provato ed è andata bene. Al momento del tiro, da dietro ho visto la palla che stava entrando e dentro di me dicevo: “E’ incredibile”, poi si è insaccata proprio lì e poi non ricordo più nulla. Sono corso ad abbracciare i ragazzi dalla panchina, poi alla fine Capece è stato anche ammonito (ride, ndr). Un pizzico di fortuna e di merito hanno premiato il mio coraggio”.

Al termine della gara, Ferrante è stato subissato dagli sfottò dei suoi compagni all’interno dello spogliatoio. “Ci stanno tutti. Ferro, così mi chiamano, che segna in quel modo non si è mai visto neanche in altre piazze. Anche stamattina i miei compagni hanno proseguito: “Hai rinviato, hai spazzato …” e tutte altre battute così. A proposito, il gol lo dedico proprio a loro perchè in questo periodo che becchiamo gol in qualsiasi modo, anche con tiri da 30 metri, spero che il mio gol dai 25 serva a far girare un pò il vento. Con la primavera si sboccia e speriamo che sia di buon auspicio”.

Poco dopo è stato il suo compagno di reparto Saporetti a volerlo emulare con un tiro a collo pieno di sinistro: “Al suo esordio Saporetti ha fatto una grandissima prestazione e con lui mi sono trovato in sintonia e nel corso della gara ci siamo alternati sulle palle inattive in quanto siamo entrambi due saltatori. Dopo il suo tiro, gli ho detto: “Che vogliamo fare? Vogliamo andare in copertina tutti e due o la lasci solo a me (ride, ndr)?”. Per Ferrante il gol non è un punto di arrivo: “E’ vero, ho segnato e sono soddisfatto, ma so anche di non aver fatto una delle mie miglior prestazioni. Bisogna essere anche obiettivi ed autocritici. Parto dal gol per poter fare di più, il bello deve ancora venire”.

I gialloblù riprenderanno fiato in questa due giorni per tornare a premere l’acceleratore giovedì, in vista del recupero della gara con il Vicenza in programma al Menti mercoledì 4 aprile alle 18:30.

“Andremo a Vicenza per portare a casa risultato pieno, però è anche importante capire che alcune partite, se non si possono vincere, non si devono perdere perchè punti come quello di ieri che muovono la classifica sono molto pesanti. Noi adesso ci godiamo questi due giorni e giovedì cominceremo a prepararci per questa trasferta contro una squadra importante, uno stadio che ha una sua storia”.

A margine della conferenza, Ferrante rivela la sua passione per la scrittura, oltre quella nota per gli spartiti musicali: “Io sono un calciatore, però la mia vita e la mia giornata non sono fatte solo di calcio. In quei 5 mesi in cui ero infortunato, la fascite plantare ha rappresentato per me un calvario da cui non riuscivo ad uscirne. Avere altri interessi come la musica e la scrittura, invece, mi hanno portato a pensare di poter svagare i miei pensieri. A suo modo, la scrittura ti dà anche autostima: le persone ti apprezzano non solo per come giochi a calcio ma anche per come sei fuori dal rettangolo verde. Da dove traggo ispirazione? I miei brevi racconti ruotano attorno ai personaggi buffi del mio paese natio, Arsita. A volte un po’ romanzati, ma descritti secondo il mio punto di vista e la mia creatività”.


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