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Alberi e ‘strali’, il comitato
per la salvaguardia del verde alla giunta:
“Che scempio, fatevi da parte”

PORTO SAN GIORGIO - Il comitato per la salvaguardia di viale Cavallotti e del verde: "Gli amministratori, con questo ennesimo scempio in viale Cavallotti, hanno dimostrato anche agli occhi dei vostri sostenitori 'a tutti i costi' di cosa sono capaci"
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Il Comitato per la salvaguardia del viale Cavallotti e del verde di Porto San Giorgio torna a far sentire la sua voce. Il tema è quello da sempre scottante degli interventi sul verde pubblico.

E i toni sono  a dir poco infuocati: “Esprimiamo profonda indignazione per i gravi danneggiamenti al patrimonio arboreo della città che l’amministrazione continua indisturbata a perpetrare. Non sono bastate le battaglie civiche degli anni passati, né i contributi costruttivi che il Comitato ha offerto spontaneamente agli amministratori  – le bordate del comitato – nel tentativo di far loro aprire gli occhi sulla necessità di trattare con cura il verde della città. Dopo avere pianificato, con il contributo di relazioni tecniche approssimative e superficiali, l’abbattimento di numerosi alberi, soprattutto pini d’Aleppo, colpevoli di avere tronchi con pendenza diversa dai 90 gradi, fenomeno che ha determinato la scomparsa anche di un pino ultracentenario come quello presso l’incrocio tra via Mameli e viale Cavallotti; dopo le dichiarata resa al fenomeno del punteruolo rosso, per cui non sono stati più effettuati trattamenti per contrastarne lo sviluppo; dopo la recita della commedia della necessità di eliminare i tigli del viale Don Minzoni in numero ben superiore a quanti mostrassero segni di sofferenza e dopo averne condizionato lo sviluppo della forma delle chiome alle esigenze del traffico, unico interesse degli amministratori, cancellando quella meravigliosa galleria verde, profumata durante la fioritura, autentica attrattiva estetica di Porto San Giorgio, si sta ripetendo lo scempio nei giardini storici di viale Cavallotti, che ormai hanno perso tutto dei giardini storici, colpendo, oltre a quei poveri pini sopravvissuti secondo i desideri della Rfi a cui l’amministrazione si è piegata “senza se e senza ma”, anche i giganteschi lecci secolari che svettavano con chiome magnifiche e superbe sopra le altre essenze arboree, assicurando ossigeno e ombreggiatura.

La precedente amministrazione, assessore all’ambiente diverso e sindaco uguale, avevano giurato che i lecci non sarebbero stati oggetto di interventi distruttivi grazie alla specifica consistenza fisiologica della parte legnosa e la maggiore notevole resistenza rispetto ai pini. Tutto dimenticato?
Questo scempio grida vendetta e incarna pienamente l’attenzione che viene riservata al verde, basti guardare lo spettacolo offerto alla cittadinanza per non aver mai annaffiato le fioriere di piazza Matteotti e fatto seccare gli alberelli presenti.
Grazie signori amministratori, con questo ennesimo scempio avete dimostrato anche agli occhi dei vostri sostenitori “a tutti i costi” di cosa siete capaci.
E le dichiarazioni di assessori che paventano lo spostamento delle palme phoenix da via Petrarca se non fossero così gravi e terrorizzanti, farebbero ridere. Ma sapete che cosa significa spostare alberi di quella dimensione? E’ necessaria la zollatura dell’apparato radicale, una operazione che può essere eseguita in almeno due anni. E tutto ciò per evitare di riorganizzare la via con l’inserimento del senso unico e l’allargamento dei marciapiedi.
Fatevi da parte che il paese è allo stremo e sta perdendo tutto di ciò che lo aveva connotato positivamente in due secoli di storia recente”.


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