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Il sorprendente passato di Smerillo
al museo dei fossili e minerali (FOTO)

SMERILLO - All'interno del polo museale di Smerillo sono conservate tracce di un passato sorprendente, fossili e minerali, risalenti a quando nell'attuale area montana del Fermano, c'era il mare
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di Alessandro Giacopetti

Il fine settimana di Pasqua e il lunedì di Pasquetta, per molti, sono date da sempre dedicate alla gita fuori porta. Una occasione per riscoprire angoli di territorio relativamente vicini a casa propria, nel solco del cosiddetto “turismo a chilometri zero”. Uno dei comuni più gettonati in provincia di Fermo per questo tipo di turismo è Smerillo, poco meno di 400 abitanti a oltre 800 metri di altezza. Borgo storico noto per la bellezza e la vastità di panorami che offre ai visitatori da vari punti, sia verso le montagne che verso il mare.
Smerillo racchiude anche interessanti tracce del passato più lontano e lo fa conservandole all’interno del Polo Museale all’interno dell’ex edificio scolastico in via Nobili, di proprietà comunale. Si articola in tre ambienti espositivi e un Centro Educazione Ambientale. Sono inseriti all’interno della Rete Museale dei Sibillini.

Aperto anche nel giorno di Pasquetta, il museo dei fossili e dei minerali ha permesso a quanti ne hanno varcato la soglia, di scoprire fossili risalenti al periodo del Pliocene inferiore e teche che espongono fossili italiani la cui formazione risale dal Paleozoico al Neozoico. Le caratteristiche di colore e fluorescenza di alcuni minerali sono esaltate dalla loro esposizione alla lampada di Wood. Presente anche un’apposita esposizione con la scala di durezza dei minerali, dalla grafite al diamante. Minerali simili sono presenti anche nel museo del vicino paese di Montefalcone Appennino.

Tali fossili sono prova dell’evolutivo attraversata dall’ambiente a seguito della litogenesi, cioè la trasformazione delle rocce e la regressione del mare accompagnato da un sollevamento tettonico del territorio che ha originato i primi rilievi della catena appenninica.
Da belvedere principale di Smerillo, cui si accede passando sotto un suggestivo arco, parte un sentiero naturalistico che conduce, tra l’altro ad una delle attrattive naturali del borgo montano. La Fessa, una fenditura nella roccia, prova che tali rilievi sono in realtà costituiti da materiale marino preistorico. Essendo molto stretta si può attraversare una sola persona alla volta. E’ formata da strati di arenaria e sabbia.

All’interno del Centro di Educazione Ambientale “Bosco di Smerillo”, che comprende anche una interessante serie di fotografie, si svolgono attività didattiche mirate alla conoscenza e alla comprensione dell’ambiente dal punto di vista ecologico, geologico e botanico. Smerillo si prepara ora a divenire nuovamente meta del turismo a chilometri zero, in occasione delle prossime date del 25 aprile e del 1 maggio.

 


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