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Mario Dondero, cittadino del mondo,
e gli uomini del porto nei suoi scatti

FERMO - Venerdì 13 aprile, a partire dalle ore 18 nella Sala lettura della Biblioteca Civica “Romolo Spezioli”, presentazione del volume realizzato da Il Canneto Editore
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di Andrea Braconi

Nuovo omaggio alla memoria di Mario Dondero, il fotoreporter scomparso a Petritoli nel dicembre 2015. Venerdì 13 aprile, a partire dalle ore 18 nella Sala lettura della Biblioteca Civica “Romolo Spezioli” di Fermo, verrà presentato il volume “Il porto di Mario Dondero”, curato da Uliano Lucas e Tatiana Agliani con la prefazione di Luca Borzani.

Un catalogo, come rimarcato da Il Canneto Editore, che vuole essere un omaggio al porto di Genova in quanto porto di ogni città di mare. “Ma soprattutto vuole essere un omaggio, nel segno di ciò che Dondero ha sempre cercato di cogliere nei suoi reportage, al suo elemento umano, al lavoro di quegli uomini che del porto conoscono ogni segreto, alla loro determinazione, al loro impegno, al loro spirito di sacrificio, alla loro dignità”.

Per la casa editrice interverrà Titta D’Aste. Parteciperanno inoltre Pacifico D’Ercoli, responsabile della Fototeca provinciale che cura l’archivio di Dondero, il fotoreporter Uliano Lucas e l’assessore alla Cultura Francesco Trasatti.

“Le fotografie di Mario Dondero sono al tempo stesso opere d’arte e inchiesta che scava nel profondo, parlano da sé, ogni commento è solo fronzolo fastidioso – ha scritto Sergio Bologna, esperto di logistica e portualità -. Piuttosto mi vien da pensare all’occhio che sta dietro a quelle immagini, all’uomo che sa governare quello sguardo, e ne invidio la fortuna di aver vissuto epoche e luoghi che hanno segnato il Novecento, con quello spirito di cittadino del mondo che tutti coloro che hanno Genova nel sangue si portano addosso. Quando ha scattato quelle immagini a bordo delle navi ormeggiate nel porto, riuscendo non si sa come a rendere visibile il senso di solitudine che ogni marittimo si porta dentro, (…) lui è andato oltre, come se volesse capire cosa c’è dietro quei volti, quegli sguardi, quei gesti che ritrae, come se volesse scoprire quello che le persone nascondono, non per indagare ma per comunicare meglio con loro, per trovare affinità impreviste, per trovare sorprese”.


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