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“Città del benessere sociale”
a Campiglione:
ecco svelato il progetto

FERMO - Il progetto dell'Amil prevede 8 mila posti letto per disabili e persone da riabilitare, 3.500 dipendenti e un investimento che si aggira sul miliardo di euro
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Una “Città europea del benessere sociale” a Campiglione di Fermo? Il primo passo è stato compiuto. O meglio, qualcosa in più. Ieri pomeriggio, infatti, il progetto di Amil è stato presentato ai cittadini in una partecipata assemblea pubblica nei locali della parrocchia di San Gabriele. E sono numeri, quelli contenuti nel progetto, che non passano certo inosservati e che, all’atto pratico, hanno tutte le credenziali per far parlare di un progetto imponente.

I NUMERI DEL PROGETTO

Stiamo infatti parlando di 8 mila posti letto per disabili e persone da riabilitare, 3.500 dipendenti e un investimento che si aggira sul miliardo di euro. La struttura al centro della pianificazione dovrebbe sorgere nelle aree nei pressi del nuovo ospedale su una superficie di circa 40 ettari, da acquisire dagli attuali proprietari, molti dei quali hanno preso parte proprio all’assemblea di ieri. E a questa, come se non bastasse, si aggiungerebbe, ma in altra zona della città, anche un centro sportivo paralimpico. La regia della progettazione, si diceva, è dell’Amil, l’associazione mutilati e invalidi del lavoro che oggi, dunque, sul piatto del futuro della città e del territorio piazza una struttura per il benessere e il recupero delle persone infortunate, una “città” dalla levatura internazionale per disabili e persone da riabilitare. Occhi puntati su chi sta male ma anche su chi subisce il dramma della disoccupazione. Sì perché, si diceva, il progetto ha un potenziale da 3.500 occupati.

L’INCONTRO CON I PROPRIETARI DELLE AREE

Ad illustrare il tutto, ieri pomeriggio, si diceva, il presidente Amil, Osvaldo Travaglini, l’ingegner Stefano Santarelli del Santo Stefano, progettista della struttura, Carlo Simonella della Broker Immobiliare, incaricato ufficialmente di reperire le aree per conto dell’associazione Amil, e l’architetto Danilo Donati, collaboratore tecnico di Simonella.  Primo step, dunque, ma anche qualcosa in più. Il progetto, infatti, è in fase avanzata. E quindi, qualora dovesse arrivare l’adesione dei proprietari delle aree, il piano sarebbe definitivamente sistemato per poi passare rapidamente all’attuazione dal momento che le aree, da piano regolatore generale del Comune, prevedono per quella zona la destinazione a strutture socio-sanitarie. Il finanziamento del progetto che ha già superato il vaglio addirittura dell’Onu che lo ha dichiarato di interesse mondiale, arriva dalla World Bank of Washington e la sua gestione, sotto il controllo dell’Amil, sarà dell’istituto Santo Stefano e del gruppo ospedaliero Agostino Gemelli di Roma. A stretto giro di posta i privati proprietari delle aree interessate dal piano riceveranno le valutazioni dei loro terreni. A quel punto, offerte in mano, dovranno decidere se vendere o meno. La fase successiva sarebbe la stesura delle opzioni di acquisto propedeutiche all’avvio dell’iter burocratico con la richiesta di accreditamento dei posti letto, il progetto definitivo e la sua approvazione ai vari livelli istituzionali.

L’Amil, nella persona del presidente Osvaldo Travaglini, Carlo Simonella e l’architetto Danilo Donati hanno ringraziato i proprietari per essere intervenuti. E “un ringraziamento particolare”, per la fattiva collaborazione a Franco Mariucci e al parroco per aver gentilmente messo a disposizione i locali parrocchiali per la prima riunione di ieri.


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