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“Nella Tana dei Lupi”: un classico d’azione sempreverde

Per gli appassionati di cinema la recensione di Eraldo Di Stefano
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Poliziotti e ladri, ladri e poliziotti. Dai videogiochi alle serie tv, fino al cinema dove si colloca questo film, esordio alla regia di Christian Gudegast, sceneggiatore di Attacco al potere 2 – London Has Fallen, sempre con Gerard Butler, che ritroveremo in questo film.

Buona lavorazione cinematografica e colpi di scena intelligenti rendono il film teso al punto giusto, con 2 ore e 20 minuti che scorrono più o meno velocemente.

La struttura della trama non è nuova: un gruppo di ladri specialisti del furto, ben motivati e addestrati, guidati da Rey Merrimen (Pablo Schreiber) è sorvegliato da alcuni agenti delle forze dell’ordine, al cui comando c’è Nick O’Brien (Gerard Butler, Leodina di 300).

L’intreccio segue le due storie parallele del poliziotto che insegue il ladro e del ladro, Merrimen, che con i suoi sta pianificando un colpo alla filiale della Federal Reserve di Los Angeles: questo duplice avanzamento mostra anche lati simili dei due protagonisti. Vengono mostrati anche i pochi limiti morali che il capo investigatore O’Brien in realtà ha, avvicinando talvolta il suo comportamento a quello di un gangster. Il gusto per l’alcool, le spogliarelliste e le violazioni dei diritti civili lo hanno messo nei guai con la moglie e con il capo dell’FBI, come quando rapisce Donnie, (O’Shea Jackson Jr.) e lo obbliga a diventare una talpa tra i malviventi e informare la polizia, minacciando altrimenti di ucciderlo.

La tanto attesa e violenta sparatoria è quasi d’obbligo, in un film dove i proiettili piovono ovunque, gli inseguimenti non si fanno desiderare e di sicuro non manca l’azione.

Il ritmo è serrato e non mancano picchi di tensione, con rivelazioni celate e divulgate accuratamente al momento opportuno, rendendo la storia più curiosa e avvincente.

di Eraldo Di Stefano


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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