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In montagna accompagnati
da professionisti
c’è delibera della Regione

FERMO - Obiettivo della legge: fare chiarezza e stabilire chi è un professionista nell'accompagnamento in percorsi, ciaspolate e passeggiate in montagna e chi non lo è
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di Alessandro Giacopetti

Mettere fine alla confusione tra chi esercita una attività o un servizio in maniera professionale, a seguito dell’iscrizione ad un albo e quindi a un ordine, e chi lo fa in modo volontario. L’ambito è quello dell’accompagnamento ad escursioni o ciaspolate in montagna o comunque su sentieri impegnativi. Scopo: fare in modo che i partecipanti siano sempre in situazione di sicurezza nell’affrontare i percorsi, e che l’accompagnatore sia un professionista che abbia requisiti di idoneità e qualità, con conoscenze adeguate ad affrontare eventuali situazioni critiche.

Se ne è parlato alla sala conferenze della sede Croce Verde, con il presidente del Collegio regionale delle Guide Alpine, Marco Vallesi, e l’avvocato Leonardo Bochicchio, dell’Ufficio Studi Giuridici del Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane che hanno illustrato le delibere della Giunta Regionale Marche: nello specifico la N. 58/2018 recante l’Individuazione delle aree nelle quali è prevista l’attività degli accompagnatori di media montagna; la N. 1022/2017 recante la programmazione del corso tecnico-pratico per accompagnatore di media montagna. Presenti anche i componenti del Consiglio direttivo del Collegio.

“Fino ad oggi c’è stata confusione, – ha esordito l’avvocato Leonardo Bochicchio – e la confusione è un danno per il consumatore, ovvero per il cittadino che va a fare passeggiate ed escursioni, in quanto non è in grado di capire se l’accompagnatore svolga la professione con competenza. Se sappia, in definitiva, garantire sicurezza e incolumità. E’ importante affidarsi a professionisti seri iscritti ad un albo dopo aver seguito percorsi formativi ed esami abilitanti, riconosciuti da leggi dello stato. L’Articolo 33 della Costituzione – ha ricordato l’avvocato dell’Ufficio Studi Giuridici del Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane – sancisce l’obbligo del superamento di un esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione. Ciò significa che chi consegue l’abilitazione dopo un esame in base a legge regionale e non dello stato, non può essere chiamato professionista. Nella regione Marche vige la Legge 9 del 2006 sul Turismo verso la quale nessuno ha avanzato richiesta di incostituzionalità, come è, invece, accaduto in altre regioni”.

Marco Vallesi, presidente del Collegio regionale delle Guide Alpine ha aggiunto: “le guide alpine italiane e gli accompagnatori di media montagna svolgono il la loro professione in base alla legge 6 del 1989. Nelle Marche tale professione è stata recepita con la Legge 4 del 1996 il cui articolo 39 dispone che la Giunta Regionale debba individuare e delimitare zone montane dove è prevista l’attività delle Guide professioniste.

La Delibera del 30 gennaio 2018 della Regione Marche ha provveduto alla cosiddetta zonazione individuandola nelle aree al di sopra del 800 metri di altitudine sul livello del mare; vi aggiunge i sentieri situati nelle zone al di sotto con indici di difficoltà E (Sentiero escursionistico) ed EE (Sentiero per escursionisti esperti). Finalmente si da attuazione alla Legge 4 del 1996 – ha detto Marco Vallesi – riconoscendo che le guide alpine italiane e gli accompagnatori di media montagna sono iscritti ad un ordine dopo aver effettuato corsi che conferiscono una formazione volta alla conoscenza di tecniche e capacità non richieste ad altri operatori del turismo, relative ad esempio, alla valutazione delle condizioni fisiche della persona accompagnata; all’uso di attrezzature e supporti tecnici; alla tecnica di progressione in discesa e in salita; alla gestione delle eventuali emergenze”.

Tali conoscenze possono essere acquisite frequentando il corso di formazione, cui si riferisce la seconda delibera regionale, per il conseguimento dell’abilitazione alla professione di Accompagnatore di Media Montagna. “Per coloro che sceglieranno di lavorare in futuro in questo ambito – ha concluso Marco Vallesi – ora le cose sono chiare. Le iscrizioni scadono a maggio. Tutti possono frequentare il corso dopo aver superato la prova di idoneità. Il corso non insegna ad andare in montagna bensì forma professionisti che accompagnano le persone in montagna. I professionisti hanno indosso il distintivo professionale, regionale, nazionale o internazionale, e hanno una tessera”.


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