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Scuole in città
e una nuova ‘media’ per Piane,
la battaglia del M5S

MONTEGIORGIO - In attesa di conoscere i nomi dei candidati, i pentastellati suonano la carica sulle scuole della città
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Mancano ancora i nomi (la lista sarebbe pronta e anche il candidato sindaco, Simone Vecchi, ma manca il via libera da Roma), ma il Movimento 5 Stelle di Montegiorgio entra di forza nella campagna elettorale con i temi. E lo fa partendo da uno di quelli più scottanti: la scuola. “Ci batteremo fino alla morte affinché le nuove scuole medie ed elementari siano costruite in paese e perché Piane abbia, come di diritto, una propria nuova scuola media eretta all’interno del suo centro cittadino.  Faremo quindi di tutto, mobilitando ogni risorsa possibile, perché non una sola pietra sia edificata a Crocedivia”
Questo il secco comunicato con cui i pentastellati danno fuoco alle polveri alla contesa politica montegiorgese. L’ultimo consiglio comunale, infatti, ha dato il via libera alla variante urbanistica che farà da prologo all’iter per la realizzazione del nuovo polo scolastico unico. “Non capiamo – proseguono i 5 Stelle – come la giunta Benedetti abbia potuto immaginare ed adoperarsi affinchè le nuove scuole siano costruite fuori Montegiorgio in aperta campagna, ponendosi in urto con quasi tutta la cittadinanza. Perché è fuori di dubbio che, una volta sottratte, “senza contropartita” alcuna, al paese le scuole, il declino della comunità montegiorgese, già in buono stato d’avanzamento, rischia di essere irreversibile, se già non lo è. Né si comprende come Piane, che conta intorno ai 4.000 abitanti, non abbia diritto ad una propria scuola media. E’ francamente incredibile aver dovuto costatare che, ogni mattina alunni di Piane, che frequentano le medie, debbano lasciare, con non poco disagio per loro e per le famiglie, la propria cittadina per recarsi a scuola nei paesi limitrofi come Rapagnano, Grottazzolina, Falerone e Servigliano”.
La questione dello spostamento delle scuole dal centro storico aveva portato ad un sollevamento anche dei commercianti del borgo antico, impauriti da un possibile ulteriore calo del giro di affari. Ma non solo. “Una supplica che non è stata nemmeno minimamente presa in considerazione – aggiungono i pentastellati – d’altra parte sappiamo purtroppo che in Comune è prassi consolidata lasciare fuori dalla porta i cittadini per poi metterli di fronte al fatto compiuto. Montegiorgio paese vive una condizione di estrema fragilità sotto il profilo socio economico. Il decadimento demografico è sotto gli occhi di tutti, per cui ogni minimo cambiamento, anche il non vedere più gli alunni, vocianti e raccolti a piccoli gruppi, al momento dell’entrata e uscita da scuola, potrebbe sortire, anche da un punto di vista psicologico, un effetto dirompente. E si badi bene che un paese di “anime morte” è in assoluto lo spettro da evitare senza mezzi termini perché finirebbe per innescare una incontrollata deriva dei prezzi del patrimonio edilizio del centro storico del paese e non solo. Ciò a sua volta avrebbe ripercussioni rilevantissime sulla cittadinanza autoctona che diverrebbe minoranza rispetto a quella straniera, con buona pace di tutti i propositi di una giusta e corretta integrazione”.

Marco Pagliariccio


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