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Le Parole della Montagna e Epicentro: successo per l’iniziativa a favore della montagna

SMERILLO - 300 persone che si sono ritrovate a Smerillo, domenica mattina, in una inaspettata giornata di sole, per una passeggiata attraverso il bosco, fino a Montafalcone e ritorno, guidati dal naturalista Alessandro Tossici che non ha lesinato spiegazioni su piante e fiori trovati sul percorso
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Successo per la giornata dedicata alla Montagna Sacra, organizzata dal Festival Le Parole della Montagna con Epicentro, Terremoto culturale, dedicata al parroco don Marco Rubiu, prematuramente scomparso. “Per ripartire nei luoghi del sisma, c’è bisogno di coesione, di convivialità e di buona cultura” spiegano gli organizzatori.  Lo hanno ben percepito le 300 persone che si sono ritrovate a Smerillo, domenica mattina, in una inaspettata giornata di sole, per una passeggiata attraverso il bosco, fino a Montafalcone e ritorno, guidati dal naturalista Alessandro Tossici che non ha lesinato spiegazioni su piante e fiori trovati sul percorso. L’accoglienza della Pro Loco a Montafalcone ha creato l’ambiente conviviale più adatto, complice la spettacolare vista sui Monti Sibillini, per ascoltare la leggenda del Guerrin Meschino, in una lezione-spettacolo di un Cesare Catà, sempre più colto e sempre più divertente.
“Tornati a Smerillo per un diverso percorso, sempre nel bosco – spiegano gli organizzatori –  è stato il momento della buona cucina preparata dai ristoranti del posto. È stata la volta, poi, delle raffinate riflessioni cui ci ha oramai abituati il Festival Le Parole della Montagna, che per l’occasione ha proposto un reading di brani di autori vari, tutti sul tema della sacralità della montagna, con proiezione di foto di Giorgio Tassi. Da Petrarca a Julius Evola, da Messner a Renè Daumal, le letture proposte hanno dato prova di come l’ascesa alla vetta, per chi si ascolta, non sia nient’altro che un’esperienza personale del sacro. A concludere la serata, la musica celtica degli Ogam, guidati dalla bravura e simpatia di Maurizio Serafini e Luciano Monceri. Vivere i luoghi del sisma si può; ripartire con la cultura e con la convivialità è possibile. Il gran pienone registrato fa bene all’economia ed all’animo”.


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