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Cantieri post terremoto,
Liberi e Uguali chiede chiarezza

MARCHE - La presa di posizione del movimento dopo i controlli effettuati dalla Cgil e le autodenunce di alcuni lavoratori: "Una vicenda che riguarda tutti e che per la nostra parte seguiremo con gli strumenti che abbiamo, in Regione ed in Parlamento”
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Ancora critiche sulla gestione dell’emergenza post terremoto, sui ritardi legati alla ricostruzione e soprattutto sulle presunte irregolarità riscontrate nei cantieri. Questa volta ad alzare la voce è il coordinamento regionale di Liberi e Uguali.

“Nella tragedia del terremoto, nelle sue dimensioni, nei ritardi troppi, nella burocrazia che impera, nella confusione delle norme e degli ostacoli che impediscono ancora l’avvio della ricostruzione, pubblica e privata; c’è ancora la gestione dell’emergenza che deve terminare e c’è la partita della costruzione delle SAE, ancora purtroppo lontana dall’essere terminata. E scopriamo che nei cantieri sono impiegati lavoratori senza il rispetto delle norme sulla sicurezza, sul diritto ad una retribuzione equa, sottoposti a turni di lavoro inaccettabili e addirittura impiegati in nero. Questo è quanto risulta, da controlli effettuati dalla Cgil e da autodenunce di alcuni, pochi lavoratori. In un sistema dove attraverso il meccanismo dei subappalti e della pura logica al massimo tornaconto, per strada si perdono i diritti e la dignità dei lavoratori ed anche la garanzia del ruolo dello Stato, che manca colpevolmente nel sistema dei controlli.

Intendiamo ringraziare chi, le forze sociali ed i lavoratori, hanno fatto emergere questo quadro triste e preoccupante, e nel contempo chiedere a tutti i soggetti istituzionali una maggiore attenzione e puntualità nelle risposte, facendosi carico anche del rapporto con le ditte coinvolte e facendo chiarezza su tutta la vicenda.

Una vicenda che riguarda tutti e che per la nostra parte seguiremo con gli strumenti che abbiamo, in Regione ed in Parlamento”.


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