facebook twitter rss

Lo chef sangiorgese Nikita Sergeev
entra alla Jre, l’associazione
internazionale giovani ristoratori

PORTO SAN GIORGIO - Il 29enne russo di nascita ma sangiorgese d'adozione è il patron del ristorante Arcade. Nel 2017 arrivati i 2 Cappelli della guida Espresso 2018 e la menzione nella guida Michelin 2018
Print Friendly, PDF & Email

Nikita Sergeev

Ora è ufficiale, il giovane chef Nikita Sergeev, russo di origini ma considerato ormai a tutti gli effetti sangiorgese, patron e chef del ristorante Arcade, è ufficialmente membro della Jre Italia, la prestigiosa associazione internazionale di giovani ristoratori, che nelle Marche fa contare associati sul palmo della mano. La Jre si è riunita lo scorso 22 aprile per i lavori del 25esimo congresso nazionale Italia che ha visto riuniti allo Sheraton Parco de’ Medici Rome Hotel, oltre 80 chef. “Conoscere la storia per costruire il futuro” è stato il tema dell’evento, durante il quale si è parlato di talento “coltivato”, che sottolinea l’impegno dei Jre italiani volto a scoprire e mettere in luce le migliori risorse tra i giovani che avvertono la vocazione al lavoro di cucina e di sala. Tra cui da oggi brilla anche Sergeev.
Il congresso nazionale Jre è stato infatti l’occasione per ufficializzare i nuovi e attesi ingressi del 2018: i giovani talenti che, nel corso dell’anno passato, si sono distinti per la vocazione al lavoro di cucina e di sala, nell’ottica di un più ampio concetto di valorizzazione dell’immenso patrimonio gastronomico e agroalimentare del nostro paese.

Nikita nasce il 6 febbraio del 1989 a Mosca e non ha mai perso tempo perché la madre Ekaterina Sergeeva, e, soprattutto la nonna Tamara, anche se incosapevolmente, fanno in tempo a trasmettergli la memoria e l’amore per i sapori russi: le bacche selvatiche, i funghi, i pesci conservati e affumicati, soprattutto i generosi piatti delle feste, come l’anatra e il maialino, piuttosto che il caviale. Basta lo “spettacolo” di una maionese montata al guéridon, in uno dei primi ristoranti moscoviti, verso la fine del 2009, per fargli intravedere un mondo affascinante e lontano…intanto in Russia termina gli studi laureandosi in Scienze Politiche, con una tesi sul sistema tributario nel 2010. “Mi è sempre piaciuto aiutare in cucina le donne di casa, ma non avrei mai pensato di farne una professione. Tanto meno quando sono arrivato in Italia, in vacanza con i miei genitori. Sono tornato per l’Erasmus e per studiare la lingua, ed è stato uno shock scoprire che la mia laurea non era riconosciuta in Italia, perché maturata fuori dall’Unione Europea: avrei dovuto ricominciare da capo. Se volevo restare, per ragioni di visto, dovevo inventarmi un nuovo lavoro; è stato così che sono finito sui banchi di Alma per 12 mesi con professori del calibro di Luciano Tona, Andrea Grignaffini, Silvio Salmoiraghi e Paolo Lopriore e un rettore inimitabile, quanto indimenticabile, il maestro Gualtiero Marchesi. Lì ho scoperto un mondo. Sono sempre stato affascinato dalla cucina italiana.

Ho voluto comunque approfondire anche le mie origini, leggendo libri e scomodando direttamente mia nonna per approfondire la tecnica della fermentazione degli ortaggi e del latte, che da noi è molto comune per le lunghe stagioni fredde. La contemporaneità poi continuo a inseguirla, andando spesso a mangiare con gli amici colleghi in tutt’Italia, nello sforzo di portare a termine il puzzle (iniziato nel 2013) della mia cucina personale”. E dopo lo stage al Tramezzo di Parma e l’esame finale di Alma, nell’aprile 2013,è già tempo di Arcade. “Io penso sia stato il luogo a scegliere me. Avevo visto tanti locali, però volevo qualcosa di raccolto, perché non sapevo come sarebbe andata, e preferivo tenermi lontano dalla spiaggia, per evitare il confronto con esercizi “ingombranti”.Intanto sboccia anche la passione per il vino, con la frequentazione dei corsi Ais, l’addestramento alla degustazione, le visite in cantina e la conseguente realizzazione di una carta dei vini decisamente curiosa quanto originale e, soprattutto, in continuo turn over. Arrivano i primi successi, con le partecipazioni in televisione (Gambero Rosso Channel e MyChefTV) e, soprattutto, il titolo di chef Emergente per il Centro Italia, ottenuto al concorso di Luigi Cremona nel 2015. Alla presentazione della Guida Espresso 2017, il ristorante L’Arcade del giovane chef Sergeev ha ottenuto 1 cappello. Da qui, Nikita non si è più fermato, determinato a crescere progressivamente con una nuova brigata ormai consolidata dai nuovi arrivi in cucina e in sala. Dal 2015 a oggi lo chef ha partecipato a numerose manifestazioni e show cooking in tutto il Paese, sia in veste di concorrente che di giurato. Inoltre dal 2015 è docente di Cucina presso l’Accademia Chefs di San Benedetto del Tronto, riconosciuta dalla Regione Marche. Dal 2017 è entrato a far parte del Sodalizio “Gli Ambasciatori del Gusto” presieduto dalla chef Cristina Bowerman.
Il 2017 anno dorato. Arrivano i 2 Cappelli della Guida Espresso Ristoranti d’Italia 2018; la tanto attesa menzione nella Guida Michelin 2018 con le “tre forchette” per la cucina creativa; l’ingresso nel Golosario 2018 curato da Paolo Massobrio e Marco Gatti e quello nella Guida Digitale di Identità Golose 2018.

 

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti