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Nuova sede per il Classico,
la Provincia tira dritto
Oltre 200 mila euro per la progettazione

Sul trasferimento del Liceo classico A. Caro la Provincia tira dritto. Ricorre ad una indagine di mercato per affidare l'incarico della progettazione definitiva ed esecutiva. Il valore dell'appalto è di poco superiore ai 208 mila euro. Intanto si chiede da più parti che anche il comune prenda posizione.
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Sul trasferimento del Liceo classico A. Caro la Provincia tira dritto. Ha deciso di ricorrere ad una indagine di mercato per affidare l’incarico della progettazione definitiva ed esecutiva. Il valore dell’appalto è di poco superiore ai 208 mila euro. A disposizione ci sono invece 6.450.000 euro per realizzare il nuovo plesso scolastico. Soldi che arrivano dall’Ordinanza Commissariale n.33 del 2017 con cui vengono ripartite le risorse post terremoto assegnate alla regione Marche per un totale di 139 milioni di euro. A disposizione ci sono 80 giorni per consegnare i progetti una volta assegnato l’incarico. La scelta di affidare all’esterno la progettazione viene motivata nella determina provinciale tanto con la necessità di avere un progetto cantierabile subito quanto con le difficoltà legate ad un organico ridotto anche in conseguenza della riforma che ha interessato le Province. Nell’atto si legge infatti che il personale dell’ente è “oberato da notevoli carichi di lavoro essendo impegnato a garantire lo svolgimento delle ordinarie attività d’istituto consistenti, in particolare, nel manutenere una rete stradale estesa per oltre 750 km, un patrimonio scolastico di 110 mila mq di superficie ed uno immobiliare di 10 fabbricati, il tutto a fronte di un organico assolutamente inadeguato”.  Intanto i due fronti, quello contrario e quello favorevole al trasferimento del Liceo, si danno battaglia a distanza. La petizione lanciata sulla piattaforma change.org per dire no alla decisione della Provincia ha raggiunto quasi quota 1.350 firme. Sul tema si è registrata una mobilitazione che ha investito la città di Fermo ed il territorio, ma non anche l’amministrazione Calcinaro che ora finisce nel mirino del fronte del no. Da più parti, infatti, si chiede che anche il comune, per quanto la questione investa da un punto di vista squisitamente amministrativo e burocratico in primis le competenze dell’ente Provincia, dica la sua su questa vicenda.

Sa. Ren.


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